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venerdì 3 maggio 2013

La storia di Piera

Presentato oggi il video “La storia di Piera” dall’associazione Luca Coscioni. La storia di Piera, malata terminale, che ha chiesto aiuto all’Associazione. Marco cappato ha accompagnato Piera in Svizzera, e lì ha potuto esprimere le sue volontà.

Maggiori info e raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare su www.eutanasialegale.it.

venerdì 26 aprile 2013

Giornalismo di regime

Mai come oggi è possibile con grande facilità farsi un’idea della qualità del giornalismo di regime italiano. Attraverso l’approdo sui social networks di tante star del giornalismo italico ne sto ammirando le notevoli “qualità”.

Su Facebook e su Twitter in particolare, ho avuto modo di saggiare l’estrema arroganza, faciloneria, partigianeria ed anche stupidità di tanti giornalisti. Ovviamente non parlo dei tanti freelance che fanno un grande lavoro e meritano solo rispetto, nè parlo dei tanti precari che si devono inchinare ai dettami di editori e direttori se vogliono mangiare.

Parlo dei soloni che vediamo in tante trasmissioni tv e leggiamo come firme autorevoli nella maggiori testate italiane, tutte in perdita peraltro.

Seguiteli anche voi, per qualche tempo (poco, non esagerate), e vi renderete presto conto dello stato pietoso del giornalismo italiano.

Gente che scrive e ragiona come il peggior tifosucolo da bar, mosso da antipatie e da interessi  editoriali: di libertà se ne vede pochissima, di intelligenza politica e professionale ancor meno. Un concentrato di arroganza, partigianeria e scarsissima capacità di previsione da far impressione.

Parliamo di direttori e prime firme. Gente che dovrebbe fare cultura, che dovrebbe spiegare a chi non ha i mezzi. Poche le eccezioni, che per fortuna ci stanno. Veramente poche.

Pensate che in passato mi ero messo in testa di capire la situazione politica italiana seguendo questi geni. Pensavo ingenuamente che costoro dovevano essere i cani da guardia della società, coloro che potevano dare l'allarme, coloro che avrebbero iniziato a far cambiare il vento quando sarebbe stata ora.

Ed invece no. Tutt'altro.
Tremendamente ottusi e attaccati ai vecchi schemi di ragionamento politico più dei politici stessi, sono i cani da guardia non della società ma dei poteri.

Siamo messi male.

mercoledì 24 aprile 2013

Tra Governo di emergenza ed inciucio

Un Governo di emergenza PD-PDL (e Montiani) lo potevo capire: un esecutivo che affrontasse quei pochissimi urgenti punti fondamentali e poi dritti sparati al voto. Come è normale che sia quando il livello di ingovernabilità uscito dalle urne è conclamato e chiaro a tutti.

Un Governo PD-PDL (e Montiani) che nasce per stare in sella il più possibile, e che quindi dovrebbe stabilire tutte le prossime importanti scelte e riforme di cui questo paese ha necessità è una iattura, uno schifo che, dietro la scusante dell’emergenza, mette in risalto l’accordo a spartirsi poltrone e potere alla faccia del cambiamento.

Ditemi che riforma della Giustizia sarà mai possibile fare con il PDL berlusconiano in seno al Governo? E questo è solo un esempio.

Non è serio, è solo il classico inciucio confezionato ad uso e consumo dei soliti noti.

Questo paese ha un bisogno disperato di scelte, nette e coraggiose, non di accordi ed accordini buoni solo per tirare a campare. E nessuna scelta reale, concreta e netta è mai possibile che venga effettuata da un Governissimo, perchè un tale tipo di Governo presuppone una mediazione continua tra parti distantissime tra loro.

Il dramma del Titanic Italia continua, ma non c’erano grossi dubbi a tal proposito viste le facce (le solite) di chi è ancora al timone.

mercoledì 20 marzo 2013

A che punto non siamo

Siamo alla vigilia dei tentativi per dare un governicchio qualsiasi a questo squinternato Paese.

La situazione è a dir poco ingarbugliata, oserei dire senza speranza, o quasi.

Il PDL si offre a tutti come una meretrice, ma non riceve, fino a questo momento, grandi attenzioni. La loro linea mi sembra abbastanza chiara: cercano di entrare in un governo di larghe intese oppure di ritornare velocissimamente alle elezioni. Il clima da campagna elettorale si addice al loro leader e sono convinti che da nuove elezioni potrebbero uscirne vincitori. Che una nuova campagna elettorale sarebbe distruttiva per il paese poco importa. D’altronde un governicchio incapace di fare ciò di cui realmente l’Italia ha bisogno sarebbe altrettanto deleterio. I vari rappresentanti del PDL che si susseguono nei molteplici talk show televisivi sono in loop: ripetono ossessivamente l’unica cosa che devono ripetere: salvare le chiappe al loro dominus, vittima di una giustizia cattiva che lo ha preso di mira. Non sanno o non possono dire altro.

La Lega, alleata ormai storica del PDL, ha invece esigenze opposte: non andare alle elezioni, perchè sanno che ne uscirebbero pressochè annientati del tutto. Nell’ultima tornata elettorale hanno ottenuto ciò che volevano, ossia la presidenza della Regione Lombardia, ma nelle politiche, numeri alla mano ne sono usciti con le ossa rotte. Sono un partitino al 4% che rischia, in caso di nuove elezioni, di sparire dal Parlamento. Hanno bisogno di tempo per riorganizzarsi.

Il M5S è il vero vincitore delle politiche 2013. Troppo vincitore forse, nel senso che probabilmente il duo Grillo-Casaleggio avevano in mente dei piani di battaglia perfetti per un partito al 10-12%, ma il 25% ha imposto loro responsabilità e livelli organizzativi a cui probabilmente non erano pronti. La lotta dura e pura non è semplice con il 25% dei consensi. I milioni di voti presi sono indiscutibilmente una notevolissima responsabilità ed un patrimonio che andrà gestito in qualche modo. Non è facile.

La coalizione centrista di Monti ha subito una notevole delusione da queste elezioni: il FLI di Fini è defunto e Casini si è salvato per il rotto della cuffia ma sembra in via di rottamazione anche lui. Monti per giorni, dopo le elezioni, è stato in silenzio, a leccarsi le ferite. Stare al centro è difficile oggi in Italia. Lui ci sta provando, i risultati non sono brillanti, anche perchè Monti come politico è sembrato, fino a questo momento, mediocre e con idee piuttosto confuse. Da nuove elezioni anche i montiani rischiano il tracollo (appena evitato finora). Al PD il loro 10% può essere utile al Senato per governare, ma non è abbastanza. Servirebbe anche la Lega, ad esempio.

Il PD aveva l’onere di fare le prime mosse. Dopo parecchia confusione ed alcune scelte discutibili, prontamente cestinate Bersani ed il gruppo dirigente hanno tirato fuori dal cilindro un’ottima soluzione per i presidenti delle Camere, creando non pochi imbarazzi al M5S. I grillini erano convinti di non appoggiare nessun nominativo ma, di fronte ad un ballottaggio Schifani-Grasso, la linea dura e pura è vacillata non poco. A proposito: la mossa del PDL di ricandidare Schifani è stata politicamente una cosa ridicola. Ulteriore testimonianza del fatto che Berlusconi è talmente ossessionato dalle sue vicissitudini giudiziarie da toppare clamorosamente scelte politico/strategiche di grande importanza. Il suo entourage (chiamarlo gruppo dirigente è davvero troppo) è assolutamente prono ai suoi voleri, anche perchè cosciente di essere zero senza il loro capo (con Berlusconi accantonato e Alfano alla guida il PDL era al 10% scarso ed in decisa picchiata): quindi si fa ciò che il capo vaneggia e fine dei discorsi.

La Costituzione affida, in questa fase, un ruolo centrale al Capo dello Stato e Napolitano ha bisogno di certezze. Se Bersani non riuscirà a fornirle in pochissimo tempo (in termini di voti concreti di fiducia ad un suo governo) sarà proprio il Capo dello Stato a provare a rompere gli indugi e mettere insieme un governo inter pares, di tecnici e personalità in grado di assorbire i veti e le inconciliabili vedute tra gli schieramenti in campo. Questa, del governo a forte impronta quirinalizia, mi sembra ad oggi la possibilità più concreta per poter formare un esecutivo. In mancanza di una fumata bianca ci saranno nuove elezioni.

Il paese nel frattempo va a rotoli, ma dovrà comunque aspettare.

lunedì 18 marzo 2013

Armiamoci e partite

Vedo troppa gente che si riempie la bocca parlando di rivoluzioni, di rivolte, di mandare a casa o in galera questo e quello, ma poi, proprio quelli che sembrano più estremisti sono i primi a fermarsi alla critica non costruttiva ma fine a se stessa, a mandare avanti altri e poi stare ad aspettare il primo passo falso per attaccarli.

All’italiota piace criticare molto meno combattere. Tanti si lamentano dei politici ma vanno poi a votare sempre i soliti. Tanti vorrebbero una rivoluzione ma poi non vanno oltre il lamentoso ripetersi di stupidi slogan, magari letti su facebook.

domenica 17 marzo 2013

Camere sistemate

E le Camere hanno i loro Presidenti: Piero Grasso al Senato e Laura Boldrini alla Camera. Ora, in tutta sincerità, la cosa a me non fa il minimo effetto e gli entusiasmi di alcuni (di solito piddini ma non solo) mi sembrano ridicoli.

Si tratta sicuramente di due personalità degne e politicamente nuove, ed io per primo, fossi in Parlamento, le avrei votate senza problemi. Se poi l’alternativa è qualcuno tipo Schifani allora davvero c’è da festeggiare.
Il problema è che i Presidenti delle Camere sono dei semplici notai e che le politiche del Paese non le fanno certo loro.

A me interessa il Governo. I programmi di governo e chi dovrebbe metterli in atto. Il resto sono futilità che non mi interessano.

venerdì 15 marzo 2013

Primo giorno di scuola

Oggi è iniziata una nuova Legislatura, che senza dubbi sarà parecchio travagliata e probabilmente molto breve. E se il buongiorno si vede dal mattino la catastrofe è alle porte.

La politica italiana è allo stallo totale, neppure i presidenti di Camere e Senato si riesce ad eleggere con quella fretta che la situazione economica del Paese richiederebbe.

Ma lo stallo della politica in fondo è lo stallo in cui versa l’Italia da parecchio tempo. Un Paese che non va più avanti da anni, che invecchia ma non cresce, con una classe politico-dirigenziale che invece di esprimere il meglio di un popolo fa esattamente il contrario: esprime il peggio dell’italiano medio.

giovedì 14 marzo 2013

Habemus Papam, sed nisbam Governum

Alle 19.06 del 13 Marzo 2013 abbiamo avuto la fumata bianca, e ci ritroviamo il nuovo Papa: Francesco. Trattasi del settantaseienne argentino Bergoglio, che a sentire i più informati, ricevette già parecchi voti nel conclave del 2005.

Non faccio parte dei cinici ad ogni costo e mi piace coltivare la speranza ad ogni inizio di una nuova partita, anche quando magari di speranza ce n’è pochina. Quindi spero che questo nuovo Pontefice abbia la forza per riuscire ad avviare quelle aperture che la Chiesa deve prima o poi avviare.
Il Vaticano ha fatto in fretta. Lo Stato Italiano invece annaspa alla grande, e d’altronde, difficilmente ci si potrebbe aspettare qualcosa di diverso.

Il sistema politico italico è ormai patologicamente avviluppato in un marasma confusionale dal quale non si vede uscita seria.

Quasi ogni giorno abbiamo baracconate, buffonate, stupidità ed inutili discorsi da lasciare senza speranza anche i più inguaribili ottimisti.

Un ex Presidente del Consiglio e leader del centrodestra che si ricovera in ospedale tentando di sottrarsi agli innumerevoli processi collezionati.

Un centrodestra a livelli ormai incommentabili. Siamo a livello di un circo o giù di lì. A me fanno ridere. 

Un centrosinistra che invece fa piangere per quanto è patetico. Geneticamente perdente, confuso e confusionario, ridicolmente arrogante ed incapace di essere qualcosa. Nè sinistra, nè centro, nè niente. Troppo sinistra per chi ha idee di centro, troppo centrista per chi è genuinamente di sinistra. Perde da anni i voti degli operai, non ha mai intercettato (perchè assolutamente incapace di comprendere la realtà) le istanze di disoccupati e precari (colpa gravissima ed inconcepibile per chi vorrebbe essere “Sinistra”).

Un centro semisquagliatosi sulle posizioni germanocentriche di Monti, il quale come tecnico ha a dir poco deluso (i numeri dell’economia reale sono lì a dimostrarci il sostanziale fallimento del Governicchio Monti, senza idee, senza coraggio e senza coscienza del paese reale), ma come politico è stata una maschera tragicomica.

Un vero vincitore delle elezioni politiche 2013, il Movimento 5 Stelle che, in fretta e furia, si ritrova tra le mani responsabilità a cui non è pronto.

Al momento continua sicura la corsa verso il disastro.

mercoledì 6 marzo 2013

Una difficile rottamazione

Ho ascoltato, con somma noia, l’odierna riunione della direzione del Partito Democratico, ed ho avuto la conferma che si tratti di un partito alla frutta, distante anni luce dal paese reale. Un partito retto da un gruppo dirigente di dinosauri (non tanto come età dei singoli quanto come mentalità politica) che non ha nessunissima intenzione di lascare il loro posto a gente più al passo con i tempi.

I vari Bersani, Finocchiaro, Bindi, D’Alema, Letta, ecc è gente ormai palesemente senza più nulla da dire o dare al paese da un punto di vista politico. Gente che è destinata a trascinare il partito a delusioni continue.
Renzi aveva visto bene ai tempi non sospetti della Leopolda; solo con una decisa rottamazione dei tanti dinosauri del PD e, quindi, un conseguente ricambio dirigenziale, il suddetto partito sarebbe stato credibile nell’affrontare le forti ed innegabili istanze di rinnovamento che provengono da un Paese sempre più confuso ed allo sbando da parecchi punti di vista.

Ma i dinosauri, incapaci di prevedere qualsiasi mutamento sociale, si sono arroccati alle loro posizioni e stoicamente avviati verso l’ennesima delusione eletttorale. La direzione del PD di oggi ha confermato che la rottamazione sarà di difficle realizzazione: inevitabile credo, ma difficile da partorire.

sabato 23 febbraio 2013

La piazza a 5 stelle ed i soliti commenti radical chic

piazzasangiovanni
La grande novità di questa campagna elettorale 2013 è senza dubbio alcuno il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo insieme al suo guru personale Casaleggio.

Esso incarna e cavalca sentimenti di rabbia, delusione, sfiducia e protesta, da tempo ben presenti in vastissimi strati della popolazione italica, e che la grave crisi economica ha finito inevitabilmente per acuire nell’ultimo disgraziato anno, ma che trovavano già i propri prodromi nel fallimento del mondo politico italiano culminato con la scelta di affidare le sorti del Paese ad un Governo tecnico guidato dall’esimio prof Mario Monti.

L’incarico a Monti ha sancito ufficialmente la morte cerebrale della c.d. Seconda Repubblica, che i partiti politici hanno tentato di tenere artificialmente in vita con la cura in extremis del medico Monti. Il medico però, si è dimostrato assolutamente incapace di curare, si è più che altro limitato a fare il notaio, prendendo atto della situazione, e disponendo notevoli cure di cavallo le quali più che curare il malato lo hanno depresso ancor di più.

I partiti politici, parenti sanguisughe del malato, assolutamente incapaci di comprendere appieno malattia e conseguenze, si sono dimostrati attaccati al malato solo per i loro interessi personali e di gruppo, avulsi dalla realta, abituati a parlottare tra loro nei bei salotti del loro mondo.

Nasce da questo stato di cose il movimento grillino,il quale, più che rappresentare una vera e propria cura tende ad estromettere dal capezzale medici incapaci e parenti serpenti, provando a creare le condizioni per introdurre nuovi medici e parenti/amici più presentabili.

Come ogni fenomeno sociale che si rispetti, in Italia sono sempre in molti che faticano a realizzare analisi lucide, corrette ed al passo con i cambiamenti. Si tende ad analizzare i fenomeni nuovi con le vecchie mappe mentali, le stesse che sono già in via di estinzione. O peggio si fa i tifosi e si sotterra ogni traccia di intelligenza.

Dalle parti del centrodestra si osservano i nuovi fenomeni con una malcelata nostalgia, ben consci che anni fa era da quelle parti che meglio si riusciva ad incarnare i sentimenti di cambiamento e le istanze di rinnovamento. Ovviamente, dopo svariati anni di potere in cui si è goduto di grande fiducia, Berlusconi and friends hanno cominciato un lungo ed inesorabile declino. Declino che si era già concluso con lo sfaldamento totale del pdl nelle mani di Alfano, un signorsì che senza ordini perentori non è in grado di dire e fare nulla. In ginocchio è politicamente nato ed in ginocchio finirà la sua vita politica.

Senonchè, il pd, come da sua consolidata tradizione, vistosi in largo vantaggio, ha deciso di fare un regalo al cavaliere, accantonando il giovane cavallo scalciante Renzi e ripresentando Bersani e il vecchio entourage di sempre. Con le solite strategie da bolliti, le parole inutili, e la incapacità di correre in testa, abituati sempre e solo a rincorrere.

Il furbo cavaliere, intravvedendo il regalo si è improvvisamente destato dal triste stato di sovrano abdicante ed è tornato in sella come ai bei tempi, conscio delle sue indubbie capacità di rinnovare entusiasmi che dalle sue parti erano già defunti da parecchio, è riuscito in breve tempo, con notevole dispiego di balle elettorali, a ricompattare le fila e ripartire alla caccia di una rimonta che il pupazzo Angelino neppure nei suoi dolci sogni da bambino era capace di immaginare.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse01-02-2013 RomaPoliticaSilvio Berlusconi incontra i candidati per la regione LazioNella foto Silvio Berlusconi, Angelino AlfanoPhoto Roberto Monaldo / LaPresse01-02-2013 Rome (Italy)Silvio Berlusconi meets the candidates for the Lazio regionIn the photo Silvio Berlusconi, Angelino Alfano

Il Berlusca è decisamente uno che sa lottare e che ha carisma, ma è logorato da fallimenti continui, da scandali e da strategie comunicative che se negli anni novanta potevano suscitare energie, speranze e benevoli sorrisi per le sue “battute”, adesso sono parecchio appassite, e si presentano per quelle che sono sempre state: strategie per accalappiamento di menti desiderose di sognare. I numeri di una volta sono ormai pallidi ricordi per il cavaliere ed i suoi amici.

La Sicilia, che era uno dei simboli più evidenti del suo successo politico, è diventata l’immagine più chiara del suo totale decadimento. Uno che, pur di recuperare il consenso perso, è disponibile a pagare di tasca propria le proprie balle elettorali mostra chiaramente, oltre ad una totale assenza di senso del ridicolo, che politicamente è proprio defunto, che non ha più nulla da dire se non arrampicarsi a disperati slogan, alla ricerca continua di qualcosa che possa rovesciare i sondaggi. L’unico vero obiettivo è la Regione Lombardia, la cui conquista potrebbe mantenere salda una coalizione pdl-lega altrimenti destinata allo sfaldamento totale.

Al centro, se possibile, le cose vanno ancora peggio. La coalizione di Monti è in continua difficoltà, il professore non è animale da contesa elettorale e si vede. Negli ultimi giorni è più volte andato in crisi con gaffe notevoli, sintomi di una difficoltà avvertita nei sondaggi, e del tentativo di dover recuperare. Ed i suoi alleati Fini e Casini sono quasi imbarazzanti nel nulla che esprimono e rappresentano. Galleggiano in virtù di una consumata esperienza politica decennale ma ormai sono fantasmi di se stessi, vittime delle loro stesse giravolte politiche. Sarà una coalizione che farà molta fatica a raggiungere quota 10%, se mai la raggiungerà.

Il pd era partito con un ragguardevole vantaggio su tutti, vantaggio consolidatosi durante i giorni delle primarie. Ma i problemi sono iniziati subito dopo, con l’affermazione di Bersani e della vecchia nomenclatura del partito, con un Renzi che probabilmente avrebbe condotto il pd al trionfo, e che invece masochisticamente hanno deciso di relegarlo in panchina e complicarsi la vita. Se hai un giocatore in forma e lo metti in panchina vuol dire che hai problemi seri di cognizione della realtà o che altri interessi occulti governano il tuo operare.

Il centrosinistra ha condotto la sua solita campagna elettorale, ossia con la paura della rimonta del cavaliere. Al solito imbalsamati, non riescono a proporre nulla per contrastare le balle ed i fuochi pirotecnici del circo di Arcore. Non riescono a proporre il nuovo neppure quando se lo trovano in casa bello pronto. Incapaci anch’essi di comprendere le esigenze dell’elettorato e il mondo reale in genere, vanno costantemente a rimorchio del cavaliere, anche quando hanno la vittoria a portata di mano. I migliori amici di sua emittenza, da sempre: senza il m5s avrebbero subito la rimonta del cavaliere in maniera devastante. Ancora con i Moretti a parlare di niente, ancora con battute sui giaguari che fanno ridere solo loro, impegnati nella resurrezione di cadaveri politici come Prodi. Niente idee ma, al solito, tanta bella spocchia.

La solita spocchia radical chic della sinistra italiana chele  impedisce di poter veder chiaro negli occhi della gente e li accomuna in definitiva agli stessi salotti del loro miglior nemico.