mercoledì 27 febbraio 2008

Prandelli si racconta ''La mia vita senza Manuela''

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=13624

Interviste - 27/02/2008 8.11.54

Questa è la storia di un uomo e una donna. Come ce ne sono tante. È la storia di un amore. Come a volte esistono. È la storia di un dolore. Come quelle che prima o poi ci sbattono addosso perché non può esserci una vita senza dolore. L'uomo si chiama Cesare Prandelli. Ha cinquant'anni. Alla fine della terza media voleva iscriversi al liceo artistico, si è ritrovato invece geometra perché la mamma gli raccomandava: il diploma, Cesare, il diploma... Voleva diventare architetto perché gli è sempre piaciuto pensare, creare, costruire qualcosa. Anche solo un'idea. Ha fatto invece il calciatore. Ha vinto con la Juventus qualche scudetto e una coppa campioni, si è distrutto le ginocchia e ha smesso presto, senza barare, a trentadue anni. Oggi è l'allenatore della Fiorentina, ma qui se potessero lo farebbero sindaco, presidente di tutti i posti in cui è previsto un presidente e, perché no?, persino papa e santo, naturalmente subito.
La donna si chiama Manuela Caffi, è sua moglie. È morta all'ora di pranzo del 26 novembre dell'anno scorso. Aveva quarantacinque anni. Quel giorno era un lunedì, il giorno in cui i calciatori e gli allenatori si riposano. "Fino alle dieci della domenica era lucidissima. Io e i miei figli durante le ultime ore ci siamo messi nel letto con lei. L'abbracciavamo, la accarezzavo, le parlavamo di continuo. I medici della terapia del dolore, che lei chiamava i suoi angeli, ci hanno spiegato che i malati terminali perdono per ultimo il senso dell'udito, ma riconoscono solamente le voci dei familiari, quelle degli estranei si trasformano in un rumore metallico. Porto dentro di me le sue ultime parole. Ma non riesco a dirle, a farle uscire. È troppo dura".
Dopo tre mesi è la prima volta che Cesare Prandelli accetta di raccontare la sua Manuela. Nella sala riunioni della sede della Fiorentina. Una t-shirt bianca e un maglione arancione, il fisico da ragazzo, lo sguardo sulla fede che porta al dito, un bicchiere d'acqua sul tavolo che a un tratto si rovescia e lui va nello sgabuzzino, prende uno straccio e asciuga il pavimento mettendosi in ginocchio. Si deve pur ricominciare, da qualche parte, in qualche modo.
Potremmo partire dalla terra, la sua. Da Orzinuovi, provincia di Brescia.
"Di lì si parte e lì si torna. Dove sono nato e cresciuto, dove vivo ancora nella casa dei miei. Papà è morto che avevo sedici anni, mamma sta con me. A Orzinuovi sono Cesare e basta. C'è la piazza Vittorio Emanuele, una bella piazza con i portici. Manuela l'ho conosciuta là, al bar, una domenica pomeriggio. Giocavo in B con la Cremonese, tornavo dalla partita, avevo voglia di una cioccolata calda. Lei era con una sua amica, ci siamo soltanto guardati, ci siamo piaciuti subito. Il giorno dopo con una scusa sono andato a prenderla a scuola. Avevo diciott'anni, lei non ancora quindici. Non ci siamo più lasciati".
Quando vi siete sposati?
"Nell'82. Ero alla Juve. I miei testimoni sono stati Antonio Cabrini e Domenico Pezzolla, mio compagno a Cremona. Ora fa l'ambulante, vende formaggi".
Mai una crisi, mai un tradimento?
"In trent'anni abbiamo litigato una volta sola, colpa di una racchetta da tennis. Se mi chiede se le ho messo le corna le rispondo di no. Se per tradimento invece intende la mancata condivisione di una scelta e di una idea, allora le dico di sì, che a volte credo di averlo fatto. Nell'educazione dei figli, per esempio. Su questo piano sarò sempre in difetto nei confronti di mia moglie".
Padri e figli: che cosa ha imparato dai suoi genitori?
"Da mio padre il rispetto per chi lavora, spero di averlo fatto mio. Da mia madre la fisicità dell'amore, il non vergognarsi di volere bene. Dimostrarlo con il cuore, la testa, le mani".
E che cos'è l'amore?
"Credo ci siano diversi tipi di amore. Quello per una donna, quello per i figli, quello per gli amici. Ho scoperto che molte persone hanno paura di amare, hanno paura di vivere l'amore. Perché in amore devi dare, devi essere altruista. Forse è più facile non amare. Siamo spesso prigionieri del nostro egoismo".
Che cosa le ha insegnato Manuela?
"Tutto. Ho sempre le tasche vuote, non un soldo. Mai usato il bancomat, i soldi me li dava lei. Qualche giorno fa sono stato costretto a farmi prestare cinquanta euro da un collaboratore della società per fare benzina. Non mi sono ancora abituato... Manuela mi ha insegnato a usare le parole. Mi diceva: Cesare, la cosa più importante è sapere che cosa si vuole. Domandarselo e avere il coraggio di darsi le risposte. Quando sono diventato responsabile del settore giovanile dell'Atalanta mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Poi mi offrirono il Lecce. Le dissi: mi piacerebbe provare, ma solo se tu vieni con me. I bambini erano piccoli. Andiamo, mi rispose, ma promettimi che terrai i nostri figli fuori dal mondo del calcio".
A lei che cosa non piace di questo suo mondo?
"L'esasperazione, le polemiche, i processi, l'arroganza, la stupidità, l'oblio. Quando giocavo io ci divertivamo di più, tra compagni di squadra ci si frequentava dopo le partite, gli allenamenti. Mischiavamo le nostre solitudini. Oggi i calciatori lo fanno molto di meno. Questo mondo ha dato lavoro a tanti, ma tanti si prendono troppo sul serio. Eppure fai un mestiere che ti piace, ti danno un sacco di soldi, sei un privilegiato. Vivi una vita che non è normale. Se ho una qualità è quella di saper scegliere i miei abiti mentali. Non posso assumere un modo di essere che non è il mio. Non riesco a fingere, a mordermi la lingua, a mettere su il disco dell'ipocrisia".
Parlavate spesso di politica, lei e sua moglie?
"Poco. Ho votato la sinistra più di una volta, ho avuto ad un certo punto simpatia per il centrodestra. Sono stato un ondivago, come vede. Vorrei una politica liberata dall'ideologia. Non mi chieda di più. Non sono preparato".
Lei è ricco?
"Sto bene, molto bene. Ma la ricchezza non mi interessa. Mi preme la tranquillità economica dei miei figli. Nicolò ha ventitré anni, studia da manager dello sport. Carolina ne ha ventuno, fa lettere all'università e adora la danza. Non voglio diventare ricco. Voglio cercare di vincere qualcosa, questo sì".
Mi hanno raccontato che prima di prendere Capello, la Juventus la voleva come allenatore. Di fronte alla scrivania di Moggi lei sparò una richiesta altissima, Moggi si alzò, le strinse la mano e le disse arrivederci. È vero?
"Sì. Per la Juve avrei firmato in bianco, ma sapevo che non mi avrebbero preso. Chiesi quella cifra per andare a scoprire le loro carte. Non mi presero, come avevo previsto".
Quando si è ammalata Manuela?
"Sette anni fa. Allenavo il Venezia. Un nodulo a un seno. Sembrava routine. Operazione a Brescia. Meno di due anni dopo un problema a un linfonodo. Nuova operazione, parecchie metastasi, chemioterapia. Un disastro".
La Roma per qualche mese, poi le dimissioni. Perché?
"Manuela voleva stare a casa. Facemmo un patto, le dissi che se le cure fossero state invasive sarei stato ogni minuto al suo fianco. Era lei la mia priorità. La sua vita era la mia vita. Tornai a Orzinuovi. Molti si sorpresero, per me invece fu una scelta naturale. Il calcio a volte ha paura della normalità".
C'è stato un momento in cui ha creduto che Manuela si sarebbe salvata?
"Sì, dopo Parigi e un interminabile calvario di terapie chemioterapiche. I medici ci diedero molte speranze. Lei stava meglio. Venimmo a Firenze. Per quasi tre anni le cose sono andate bene. La scorsa primavera la situazione è improvvisamente precipitata, a maggio il tumore ha colpito il fegato. È stato l'inizio della fine. Da allora la lotta è stata soltanto contro il dolore, un dolore devastante, non più contro la malattia".
A chi altri avete chiesto aiuto in questi anni?
"A Dio. Siamo andati a Spello, da frate Elia. Lunghe, dolcissime chiacchierate. Sedute di preghiera. Emozionanti, commoventi. Manuela, io, i due ragazzi. Io ho la fede, l'abitudine alla preghiera. Lei era invece un po' come San Tommaso, ma l'incontro con frate Elia è stato straordinario. L'ha cambiata. Credo che senza di lui la mia Manu sarebbe morta prima".
Ora lei come sta?
"Sto. Quasi tutta la mia famiglia è venuta a Firenze, respiro quando sono con Carolina e Nicolò. Cerchiamo di capire assieme come ricominciare. Mi danno sollievo il campo, i ragazzi, le partite. Da solo mi sento sperduto".
E crede che rimarrà da solo?
"Adesso le posso solo rispondere di sì. Non riesco a immaginarmi con un'altra donna accanto. Penso che una persona che abbiamo tanto amato continui a vivere dentro di noi fino a quando moriremo a nostra volta".
A Firenze la strada principale che conduce allo stadio si chiama Viale dei Mille. Per un lungo tratto a ogni albero è appeso un cartellone dell'Associazione tumori della Toscana. Raffigura Cesare Prandelli sul prato del campo. È in giacca blu e cardigan viola. Non sorride. Con il braccio destro saluta i tifosi della curva Fiesole. È il suo modo di dire grazie.


www.repubblica.it

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venerdì 22 febbraio 2008

Charles Bukowski

La poesia prudente
e gli uomini prudenti
durano solo

lo stretto necessario
per morire tranquilli

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giovedì 21 febbraio 2008

-Rudyard Kipling--


Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te

la perdono, e te ne fanno una colpa,

se riesci a credere in te stesso quando nessuno lo fa,

ma anche a tener conto del loro dubbio;

se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare,

o ad essere calunniato, senza mentire,

o ad essere odiato, senza lasciarti prendere dall'odio,

e tuttavia a non sembrare troppo buono, o troppo saggio;

se riesci a sognare e non fare del sogno il tuo padrone;

se riesci a pensare e non fare del tuo pensiero il tuo scopo;

se riesci ad affrontare il Trionfo e la Rovina

e trattare quei due impostori allo stesso modo;

se riesci a sopportare di udire la Verità da te detta

distorta da furfanti per abbindolare gli ingenui,

o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, distrutte,

e fermarti per ricostruirle con arnesi logori;

se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vittorie

e rischiarle in un colpo a testa e croce,

e perdere, e ricominciare dall'inizio,

senza mai lasciarti scappare un sospiro sulla perdita;

se riesci a forzare il tuo cuore, i nervi e i muscoli

e costringerli a servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

e a tener duro quando in te non resta altro

che la Volontà, che ingiunge: "Tenete duro!",

se riesci a parlare con la folla e conservare la virtù,

o a camminare coi re senza perdere il buon senso,

se non riesce a ferirti il nemico come l'amico più caro,

se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

se riesci a riempire l'impercepibile minuto

con sessanta inestimabili secondi di Vita,

tua è la Terra, e tutto ciò che vi è in essa,

e – quel che è più importante – sarai un Uomo, figlio mio!

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Let Me Clear My Throoooaaat!!!


Eh no, non sono più tanto piccolo! Ah ricordi...

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Come passa il tempo...



Comincio a credere che in fondo (ma proprio in fondo) non sono più un bambino...

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lunedì 18 febbraio 2008

Kosovo: effetto domino nel Caucaso

Non vorrei che la cosa degenerasse. La storia insegna, si sa...

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Italian job

Quando si dice lo schifo della politica italiana...
Io, personalmente, darei non so cosa per conoscere i nomi di quel sindaco e di quel senatore.
Esporrei al pubblico ludibrio loro e i vertici di quel partito, che dal servizio tv sembrano inequivocabilmente pronti e proni a qualunque maneggio, a qualunque furberia e a qualunque ladrocinio. Non che gli altri partiti siano migliori, ormai non ci crede nessuno, ma almeno cominciamo ad incazzarci con qualcuno.
Sarebbe una buona cosa se gli autori di questo programma (Italian Job) ci facessero sapere chi siano questi ladri vergognosi. Sarebbe una gran bella cosa. Ma non ci credo molto.

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domenica 17 febbraio 2008

Yahoo! pronta per il grande rilancio

Il grande rilancio di Yahoo! sembra pronto e gran parte di esso passa per oneConnect.

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Il Kosovo proclama l'indipendenza

Le parole del premier Hashim Thaci davanti al Parlamento di Pristina riunito in sessione straordinaria: "Il Kosovo è uno Stato sovrano, indipendente e democratico".
Pronta la risposta serba per bocca del presidente Tadic: "non lo riconosceremo mai".

USA e gran parte d'Europa sono già pronti a riconoscere il nuovo Stato, non così la Russia
(che in fatto di democrazia ha ancora molto da imparare).

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Fiorentina-Catania 2-1 (Kuzmanovic, Vargas, Mutu)

Niente sorpasso, mi spiace per certi pseudo-giornalisti buffoni (secondo cui il Milan aveva già messo la freccia, ed invece è ancora sotto)...
Continua la corsa alla zona CL.
Si soffre troppo, si fa fatica a mantenere il risultato, manca cattiveria.
Ma siamo ancora quarti, restare qui sarebbe una goduria assoluta per tantissimi motivi.
Comunque, da catanese ho visto un bel Catania (e mi fa piacere), complimenti .

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Guadagnare con i Blog: possibile?

Una domanda abbastanza banale, ma che chiunque si affacci su internet si pone sempre più spesso.
Di questo tema se ne è occupato anche il Wall Street Journal, con un articolo dall'eloquente titolo "Can Bloggers Make Money?". Un ottimo commento a tale articolo lo potete trovare su skytg24.blogs.com

sabato 16 febbraio 2008

The Cat and the Canary


Piccolo gioiellino del cinema muto (1927).
Non fatevi trarre in inganno dall'epoca remota del film: a volte è proprio il caso di aprire la mente a qualcosa di "diverso" rispetto al solito polpettone trito e ritrito che Canale 5 vi propone.
Se avete voglia di vedervi un film con Stallone, allora evitate, ma se volete vedere qualcosa di particolare, che non conoscete, allora mettetevi comodi e cercate di gustarvi le atmosfere...
In Italia noto con il titolo: il castello degli spettri.
Bravissima Laura La Plante.

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Band of Brothers



Splendida miniserie televisiva di alta qualità.
Ce ne fossero di prodotti di questo livello...
Lo consiglio a chiunque ami il cinema e odi gli insulsi programmi tv che ci propinano a tutte le ore.

Una storia vera, dei personaggi reali ottimamente delineati, situazioni storiche splendidamente ricostruite.

Un prodotto come questo riconcilia con la tv... o meglio, con il lettore dvd. ;)

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Evvai!


Rosemborg - Fiorentina 0-1 (Mutu)

Gran primo tempo, discreto secondo tempo, qualche sofferenza di troppo nel finale, ottimo risultato.

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mercoledì 13 febbraio 2008

lunedì 11 febbraio 2008

Blog, consigli e altro

Dal sito "Italian Bloggers" ho scovato e vi propongo due interessanti articoli che riguarda i bloggers:
- Avere un blog non è sempre cosa buona e giusta
- Incrementare la popolarità del proprio blog con 16 consigli.

Invece sul sito Cristianr.com ho scovato quest'altro articolo da leggere:
- Top 10 reasons why you should become a blogger

Cuba: a volte bastano tre domande per far crollare un mito

Il potere delle domande (quelle vere).
Domande semplici, che a volte fanno più danni di un mitra, domande tipo: "perchè a Cuba viviamo male?".
E pensare che in Italia sono ancora in molti i fessi che credono al mito Cuba. Roba da ricovero. Gente come Minà o Bertè, che però sarei curioso se a Cuba fanno la vita degli stranieri o dei cubani.

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domenica 10 febbraio 2008

Gmail in sicurezza

Utile articolo sulla sicurezza di gmail.
Sostanzialmente: non loggarti da http://mail.google.com/ ma da https://mail.google.com/.

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Richard Feynman

Ammetto la mia enorme ignoranza: prima di aver letto un articolo del SoleOnLine su di lui non conoscevo Richard Phillips Feynman, premio nobel per la fisica nel 1965 ed uno dei più grandi fisici teorici del ventesimo secolo. Un genio assoluto, dotato anche di un notevole sense of humour. A tal riguardo consiglio vivamente una sua opera: "Surely, you're joking, mr. Feynman!".

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Windows Vista

Un'ottima recensione di Andrea Beggi sul nuovo sistema operativo della Microsoft.

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Celentano

Nuovi singoli



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Federico Aldovandri

Ricollegandomi al post precedente, anche qui ci sarebbe da dire...

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Scieri: si attende ancora giustizia

Sono passati quasi nove anni, ma ancora non c'è un briciolo di giustizia per Emanuele Scieri. E mai ci sarà. Perchè ci vorrebbe il coraggio, in questo nostro paese ormai ridicolo sotto tanti punti di vista, di mettere mano (tra le tante cose necessarie) al "sistema esercito italiano". Ma non abbiamo politici e statisti in grado di fare questo, ed allora non ci sarà giustizia per Scieri, non ci sarà giustizia per i tanti Scieri (perchè sono tanti), non ci sarà fine allo spreco immane ed inutile del nostro fantastico esercito. Vergogna.

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sabato 9 febbraio 2008

R.E.M.: il ritorno

Con il loro nuovo album "Accelerate" i grandi R.E.M. ritornano all'antico, come ai vecchi tempi. Grandi. Ascoltate il loro singolo "Supernatural Superserious".

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Aggiornamento Firefox

Ho appena aggiornato Firefox alla versione 2.0.0.12. La nuova versione corregge alcuni bug in tema di sicurezza. Il tutto aspettando Firefox 3.

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venerdì 8 febbraio 2008

Société Générale: fermato un altro trader

E' stato fermato dalla polizia francese un altro trader per lo scandalo SocGen.
Certo è che ancora sono molti i punti oscuri di questa vicenda: come fa un broker ad impegnare un colosso della finanza come SocGen attraverso contratti del valore di circa 50 miliardi senza che nessuno valuti nulla in merito. Il back-office di una banca così importante non valutava amministrativamente e registrava contabilmente questi contratti? Il sistema di controlli interni della società a cosa serve? E' possibile eluderli così platealmente? Possibile che nessun responsabile abbia mai valutato per mesi i movimenti del broker (o dei brokers, perchè, con ogni probabilità le persone coinvolte sono più di una)? No, non è possibile. C'è sotto qualcosa. Comincio a credere che Kerviel sia stato il classico capro espiatorio per un buco creato da chissà chi e chissà come (investimenti sbagliati della banca?).

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mercoledì 6 febbraio 2008

Aprire un blog con Blogger

Semplicissima guida per principianti.
Vuoi il tuo blog? Con blogger è davvero facile!

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Cosa sono i feed

La potenza dei feed

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martedì 5 febbraio 2008

lunedì 4 febbraio 2008

La nuova legge sul diritto d’autore

Poggia sui c.d. "files degradati" la possibilità di evitare multe e processi per l'attività di file sharing.

Exploit: pericolo in rete

Un pericolo più silenzioso dei virus ma non meno pericoloso: gli "exploit".

AzzopPati

Certo che perdere così fa maluccio...
Ottimo secondo tempo, con il Milan spesso alle corde. Ma il calcio insegna che se premi come un forsennato e non riesci a buttarla dentro aspettati la mazzata. Ed infatti Pato prima di infortunarsi...
Bah, tanto peggio per noi.
Adesso mi guardo il SuperBowl, ma solo un po', domani inizia un'altra settimana pesantuccia.
Bye.

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venerdì 1 febbraio 2008

Microsoft - Google: guerra tra giganti


Si è da poco venuto a sapere delle difficoltà economiche di Yahoo che Microsoft non perde tempo e sferra un attacco frontale al colosso Google, identificato come il "nemico" numero uno nel campo del web.
La notizia è di oggi: la società di Redmond si lancia verso l'acquisto del popolare motore di ricerca in difficoltà.
L'obiettivo fondamentale di Microsoft è quello di puntare con decisione sul mercato della pubblicità online (un mercato in fortissima espansione) contrastando il dominio di Google.

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