giovedì 21 febbraio 2008

-Rudyard Kipling--


Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te

la perdono, e te ne fanno una colpa,

se riesci a credere in te stesso quando nessuno lo fa,

ma anche a tener conto del loro dubbio;

se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare,

o ad essere calunniato, senza mentire,

o ad essere odiato, senza lasciarti prendere dall'odio,

e tuttavia a non sembrare troppo buono, o troppo saggio;

se riesci a sognare e non fare del sogno il tuo padrone;

se riesci a pensare e non fare del tuo pensiero il tuo scopo;

se riesci ad affrontare il Trionfo e la Rovina

e trattare quei due impostori allo stesso modo;

se riesci a sopportare di udire la Verità da te detta

distorta da furfanti per abbindolare gli ingenui,

o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, distrutte,

e fermarti per ricostruirle con arnesi logori;

se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vittorie

e rischiarle in un colpo a testa e croce,

e perdere, e ricominciare dall'inizio,

senza mai lasciarti scappare un sospiro sulla perdita;

se riesci a forzare il tuo cuore, i nervi e i muscoli

e costringerli a servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

e a tener duro quando in te non resta altro

che la Volontà, che ingiunge: "Tenete duro!",

se riesci a parlare con la folla e conservare la virtù,

o a camminare coi re senza perdere il buon senso,

se non riesce a ferirti il nemico come l'amico più caro,

se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

se riesci a riempire l'impercepibile minuto

con sessanta inestimabili secondi di Vita,

tua è la Terra, e tutto ciò che vi è in essa,

e – quel che è più importante – sarai un Uomo, figlio mio!

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