mercoledì 12 dicembre 2012

Aggiornamento sul Titanic Itaglia



Bene. O male, a seconda se avete la predisposizione a guardare la situazione del nostro ormai ridicolo paese sotto la lente salvifica dell’umorismo e dell’ironia o se invece la situazione italiana vi provoca mal di pancia, rabbia, sconforto, impulsi stragisti et similia.

Quel gran permalosone di Mortimer Monti ha deciso che è meglio fare una bella uscita ad effetto che stare sulla graticola qualche settimana in più. Non lo rimpiangerà nessuno credo, tranne chi ne aveva solo vantaggi, per esempio chi si nascondeva dietro di lui per nascondere in realtà i propri fallimenti, tipo Fini. O tipo Casini, l’ex delfino di Forlani, il quale non ha nulla da dire, politicamente non rappresenta nessuno se non se stesso eppure è sempre al centro della politica. E del televisore. In qualunque nazione seria gente come lui sarebbe fuori dai giochi da tempo immemore.
Dicevo che il governo Monti non lo rimpiangeranno in molti. In effetti la prova del nove del fallimento di questo governo è stato il decreto liste pulite. Potremmo tranquillamente chiamarlo decreto salva tutti. Dell’Utri compreso. E così Mortimer Monti ci dovrebbe spiegare cos’ha fatto concretamente per il suo Paese. Perché di tagli agli sprechi non se ne sono visti, di vere riforme strutturali, tese ad incentivare in maniera decisiva produzione e lavoro neppure l’ombra. Ed ora neppure la capacità di estromettere dalle candidature chi non ne sarebbe degno. Sarebbe bello se l’uomo della luce, prima di ritirarsi nella sua cripta dorata ci facesse il dono di farci capire dove l’ha vista lui la luce. Così, tanto per capire. Ma non lo farà perché l’algido professore non si abbassa mica a dare troppe spiegazioni a noi miseri mortali. Lui parla come l’oracolo di Delfi, criptato.
Ma state tranquilli, non si leverà di torno. Ce lo ritroveremo in sella a qualche altro scranno istituzionale. In Itaglia, a quanto pare, abbiamo bisogno di vegliardi come lui.
Ma rispunta un altro vecchio bubbone che rischia di bruciare le chiappe al popolo italiano in maniera molto più devastante rispetto a quanto già non abbia fatto fino a poco tempo fa: si tratta del cavaliere e del suo circense e variopinto codazzo. Che dire? Un unto del Signore che, dato per pensionato dai suoi stessi colonnelli, preso da improvvisa folgorazione, convintissimo che dopo di lui ci fosse il nulla (e, relativamente al pdl, mica si sbaglia) torna alla carica con le populistiche vesti, a lui assolutamente congeniali, del salvatore della patria. Ritorna in grande stile come solo lui sa fare. Naturalmente, insieme all’illuminato ritornano gli spernacchiamenti esteri, ma saranno magistrati comunisti in vacanza.  Mi chiedo se, per caso, oggi, il nostro Statista si sia accorto della crisi, visto che fino a qualche mese fa la negava baldanzoso, salvo poi chiedere scusa agli italiani perché la crisi gli ha impedito di fare quello che doveva fare. Per il prode cavaliere la crisi c’è solo quando lui non è al governo. E ci credo.
Ma abbiamo speranze? La risposta non può che essere NO se pensiamo che questa possa essere rappresentata dalla simpatica sinistra italiana, prontissima a vincere le prossime elezioni. A capo di questa gioiosa macchina da guerra 2.0 abbiamo un giovane di grande futuro quale D’Alema. Voi direte ma non è Bersani il vincitore della favolose primarie con cui ci hanno frantumato gli zebedei per settimane? No, è D’Alema, fidatevi. E’ lui, baffetto di ferro, a dirigere un manipolo di nuove proposte come Bersani, Bindi, Finocchiaro, Franceschini, Veltroni, Turco, ecc.. Beh, in realtà questi non fanno molta paura, sono simpatici. Peccato che non sono capaci di stare al Governo, perché non c’è un ducetto a capo di tutto che elargisce soldi, favori e feste a tenere salde le linee. Si azzanneranno alla prima sortita di Vendola. Sono geneticamente inadatti a governare, non è mica colpa loro.

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