domenica 16 dicembre 2012

Pannella Marco



Come sempre i media nazionali si trovano sempre d’accordo nel non parlare dei Radicali. Automaticamente trovo giusto e doveroso parlarne.
Stamattina il leader storico dei Radicali è stato ricoverato in clinica. Pannella si trova da lunedì scorso in sciopero totale della fame e della sete.
Operazione questa che, data l’età non più verdissima del soggetto, è abbastanza rischiosa perché comporta la reale possibilità dell’insorgere di complicazioni varie.
Come racconta lo stesso Pannella, sinora solo per contrapporsi alla decisione di condannare a morte Saddam era andato oltre il sesto giorno di sciopero della fame e della sete.

Oggi, lo sciopero è per l’Amnistia e per il diritto di voto dei detenuti. Quella dei diritti dei detenuti è una vecchia battaglia dei Radicali, unici nel desolante panorama politico italiano ad avere ancora passione ed idee Civili. Indipendentemente dalle opinioni che ognuno di noi può avere su questo o su quell’argomento.
Ho votato quasi sempre per loro. Ultimamente non voto perché sono nauseato, ma solo loro, oggi, credo possano ancora farmi tornare la voglia di esprimere il mio diritto al voto. Perché parlano di idee, di battaglie di cui nessuno parla. Come quella relativa alle cellule staminali, o in genere alla libertà di ricerca scientifica. E ciò grazie anche a figure di grande spessore, come Luca Coscioni, morto combattendo, nel tentativo di aprire le coscienze su problemi che molti ignorano.

Quella delle cellule staminali è una grande battaglia che spero un giorno si possa vincere.
Chi altri, oltre i Radicali, si batte contro le barbarie delle mutilazioni genitali femminili?
Erano loro, in tempi non sospetti, che si battevano contro il finanziamento pubblico dei partiti.
E quale partito politico oggi si impegna, concretamente e giornalmente per i Diritti Umani nel mondo, anche grazie all’opera veramente encomiabile di Emma Bonino.

Sarebbe lungo l’elenco delle battaglie silenti condotte dai Radicali. E non importa minimamente essere d’accordo o meno con questa o quella: importa solo sapere che oggi, in Italia, non ci sono solo i comitati d’affari camuffati da partiti politici, né le Minetti con le labbra rifatte ed il cervello disperso, ma c’è chi lotta e ci mette la faccia. Per le loro idee, giuste o sbagliate che siano. E per questo, anche fosse solo per questo, vorrei dire grazie Marco.

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