martedì 29 gennaio 2013

L’incompetenza premiata

BancaMontePaschiSiena

Le ultime vicende politiche ed economiche non fanno altro che confermare alcuni punti che da tempo sembrano più che chiari.
  • Tutto il sistema di controlli presente in Italia ha falle enormi (soprattutto perchè formato da persone incapaci e/o corrotte). Ad alti livelli vi sono manager che passano con assoluta nonchalance da un fallimento all’altro, da un crack all’altro, senza che nessuno abbia mai nulla da ridire, e senza che i loro stipendi ultra lussuosi vengano minimamente scalfiti, anzi, continuano a crescere alla faccia di crisi e sacrifici annunciati (per gli altri). Ed alla faccia dei disastri combinati. Oggi un commerciante o un piccolo imprenditore che è costretto a chiudere paga l’inferno, resta in mezzo alla strada, con i debiti e senza lavoro. E con lo Stato Italiano in prima linea a continuare a chiedergli le tasse fino a strozzamento finale. I manager dell’alta finanza fanno allegramente danni su danni, creano buchi spaventosi, attraverso vere e proprie truffe, ed i debiti li paga la comunità, mentre questi incapaci continuano a percepire, non solo i loro stipendi da favola, ma anche i bonus!!! I bonus! Con buona pace della meritocrazia, la quale non esiste a nessun livello.
  • La politica è ormai un enorme comitato d’affari che si autoassolve continuamente dagli sfasci immensi che crea nei decenni, ed assolutamente estranea dalla realtà del tessuto sociale, continua imperterrita a perpetrare logiche e sistemi fallimentari, distruttivi e criminali. Si ricordano delle persone solo in campagna elettorale, ed oggi nemmeno questo avviene più. Una volta, almeno, il singolo candidato si faceva un mazzo così per essere presente in ogni comune del suo collegio, con comizi e attività varie. Almeno… oggi vorrei vedere la Carfagna fare un bel comizio nella piazza di un paesino in cui è candidata…
  • La classe dirigente italiana (ma anche europea) è mediocre ad essere buoni. Mario Monti era stato presentato fino a pochi mesi fa come la punta di diamante del nostro paese, l’eccellenza tecnica, riconosciuta e rispettata in ambito internazionale. In realtà è la prova vivente dello sfacelo della nostra classe dirigenziale. Un conservatorucolo della peggior specie, un tristo burocrate asservito ai poteri forti e a chi veramente comanda in Italia e in Europa. Un tecnocrate incapace totalmente di percepire il paese reale, immerso in un mondo distante di poteri ed affari. l’Italia di oggi avrebbe bisogno di statisti e/o uomini di buona volontà con alto senso dello Stato e delle istituzioni, ma anche profondamente consapevoli del tessuto sociale e del territorio. Purtroppo si tratta di figure che oggi non si vedono nel desolante panorama politico-economico italiano. Siamo invece strapieni di buffoni di corte, giullari, showmen, nani, ballerine, maestrine, professorine, boiardi di Stato, arrampicatori sociali, ladri matricolati, lestofanti incalliti, perfetti incapaci indegni di gestire anche solo un condominio che si ritrovano invece a gestire la cosa pubblica, mummie inette da svariati decenni che si atteggiano a padri della patria, voltagabbana patentati, professionisti della politica con la p minuscola, senza consapevolezza minima del mondo esterno, concentrati a legittimare e perpetuare il proprio potere e quello dei propri amici. Senza idee, senza palle, senza coraggio, senza testa, senza senso del ridicolo e del pudore.
Nessuna traccia  di speranza all’orizzonte.

La luce che vedeva quel bluff vivente di Monti credo che siano i fari del treno che sta arrivando. E noi siamo ancora in mezzo ai binari.

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domenica 27 gennaio 2013

Iran

Alireza e Mohammed

Ci sono cose che mi fanno incazzare troppo. L’ipocrisia è una di queste.

Nei giorni scorsi ho letto vari articoli dedicati all’uccisione in Iran di due ragazzi, colpevoli di furto: Mohammad Ali Sarvari, 20 anni, e Alireza Mafiha, 23 anni. Furto di una miseria, ma non è questo il punto.

Fermo restando che la pena di morte è roba da incivili e da assassini, c’è da sottolineare come in Iran ormai si è passato il segno da troppo tempo. I diritti civili vengono costantemente ignorati e calpestati in nome di un dio che esiste come foglia di fico per giustificare una dittatura feroce e sanguinaria, dove pochi si arricchiscono e molti crepano di fame, miseria o di Stato. In Iran si tortura, si uccide, si limitano i diritti di qualsiasi tipo. E così capita che due ventenni che rubano vengono appesi senza tante discussioni. Se ti va bene invece di ucciderti ti tagliano le dita della mano e ti massacrano a frustrate.

Ora, mi chiedo dove siano tutti gli amanti della pace. Dove siano tutti coloro che si mobilitano quando c’è da inneggiare contro gli Stati Uniti (giustamente o ingiustamente, non è questo il punto) o Israele. L’Iran è un paese che non fa mistero di voler annientare Israele. La nostra sinistra dice qualcosa a tal proposito? I focosi centri sociali dicono qualcosa in proposito? E sulla gravissima negazione dei diritti civili che regna in quel paese chi è che dice qualcosa? Chi? (Sulla destra italiana o sul cattolicissimo centro non spendo neppure la domanda perchè sono talmente svampiti che è tempo perso).

Siamo pieni di organizzazioni che nascono e si mobilitano a comando. Non sono capaci di agire per difendere un principio ma solo e sempre per fare i tifosi.

Nel nostro ridicolo paese ci piace da matti fare i tifosi.

Ma siamo un popolo talmente ignorante che ci meritiamo di colare a picco. Siamo un paese dove pochissimi si informano realmente, e di quei pochi, 3/4 annegano il loro sapere, le loro informazioni e la loro sete di giustizia nella faziosità più becera.

Siamo un paese dove ci si divide e si discute di Corona, un personaggio inutile, che non meriterebbe neppure mezza parola ed invece diventa un personaggio, con fans sgrammaticati e senza cervello al seguito, che improvvisamente si trasformano in eminenti giuristi che pontificano strali nei confronti di sentenze giudiziarie.

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lunedì 21 gennaio 2013

Campagna elettorale targata Endemol

elezioni1

Continua una campagna elettorale che è pietosa in quanto tale ma non è male come talk show per teste vuote.
Ogni giorno che passa, più si avvicina l’election day e più un senso di vuoto assoluto mi pervade. Il vuoto delle chiacchiere fini a se stesse. Ed in questo, bisogna dire che i vari partiti e movimenti fanno a gara su chi sia più inutile. Ma c’è un partito che non smette mai di stupirmi: il PD.

Archiviate le primarie, di cui continuo a non capirne nè l’utilità effettiva nè, soprattutto, il can can mediatico di cui sono state portatrici, il PD mi sembra che, in linea con la sua consolidata tradizione storica, stia facendo di tutto per darsi delle forti martellate nelle gengive.

Geneticamente votati alla sconfitta, cromosomicamente settati all’opposizione perenne, hanno l’arroganza dei vincitori pur essendo dei perdenti, e la paura di vincere classica dei perdenti.

Oramai il partito di Bersani veleggia con fare sicuro verso l’accordo con Monti (ed i due corvi appollaiati alle sue spalle, Fini e Casini): ed in nome di questo accordo è pronto a tutto, in particolare ad allontanare tutti coloro che in un modo o nell’altro possano dar fastidio, tipo Ingroia e i Radicali. Il tutto con arroganza da sfigati.

Vendola, dal canto suo, per non perdere il treno, a quanto pare, sembra disponibile ad appecoronarsi senza se e senza ma all’accordo suddetto: sia chiaro, appecoronarsi si, ma con grande eloquio. Prima dice che al governo con Monti mai, poi, però, sottolinea che il compromesso è possibile. Con buona pace di chi ancora, con somma ingenuità parla di destra e di sinistra, o peggio, di chi, poveretto, guarda alla politica con l’animo del tifoso. Fessi.

Comunque coraggio, un arco governativo che vada da Fini a Vendola credo che abbia le stesse speranze di governare bene questo paese che Flavia Vento di parlare di fisica quantistica. Magari dopo un anno ci ritroveremo di nuovo con un altro show elettoralistico, ogni anno una nuova edizione del medesimo plastificato reality.

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Another genius: Pietro Ichino

pietro-ichino

Che Mario Monti (notevole il quadro che ne fa il Financial Times) ed il suo dimissionario governo non capiscano un beneamato tubo di politiche del Lavoro è stato evidente con la squinternata, ridicola e tempisticamente sballata riforma Fornero. Una riforma a suo tempo difesa ad oltranza, quasi fosse qualcosa di epocale per importanza e capacità risolutiva degli enormi problemi presenti nel mondo del lavoro; adesso la medesima viene senza troppi complimenti scaricata da Monti, il che, dopo pochi mesi dal suo varo, mi sembra cosa abbastanza grave.

Ma d’altronde Monti è quello che, in linea con i migliori esponenti del nostro panorama politico, si sveglia la mattina come fosse sceso da Marte e pontifica su ricette e soluzioni su questo o quel problema, come se al governo ci sia stato chissà chi. Berlusconi e la Lega hanno fatto scuola in questo senso: per anni hanno governato allegramente e adesso ci propinano le soluzione ai mali del Paese misteriosamente non applicate per almeno un decennio.

Del problema principe di questo nostro paese non ne parlano in molti, e quei pochi che ne parlano fanno venir voglia di andare a vivere in Honduras. Il Lavoro.

A tal riguardo come non menzionare la splendida uscita del prode Pietro Ichino, il quale ha trovato una bella soluzione, a quanto pare. Forti incentivi per l’assunzione di giovani e donne. Splendido. Quindi un quarantenne che perde il posto di lavoro (e il cielo sa quanti padri di famiglia lo hanno perso o lo perderanno in questi mesi bui) potrà direttamente suicidarsi o darsi alle rapine. Questione di temperamento personale.

Possiamo dormire sonni tranquilli quindi. Abbiamo come classe dirigente (Ichino e Fornero sono considerati tra i massimi esperti in tema di Lavoro in Italia, immaginatevi solo questo) che o parla del nulla o, quando si avventura nei problemi reali della gente, dimostra la sua assoluta incompetenza e distanza da essi attraverso proclami di sonore vaccate.

Beh, se dopo tanti anni di approfonditi studi i risultati sono questi, allora c’è da stare davvero allegri.

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venerdì 18 gennaio 2013

Farsa senza fine

tasse

La farsa continua. Una campagna elettorale che ogni giorno che passa divienta sempre più oscena. Si passa dal cabaret più sguaiato e senza il minimo pudore ai discorsi di cosmica inutilità.

Eminenti rappresentanti dei vari comitati d’affari politici fanno le maratone, passando da uno studio televisivo all’altro, da una radio ad una intervista con qualche quotidiano. Ma quanto lavorano! C’è da esserne orgogliosi. La difesa dei loro (e di quelli degli amici) enormi privilegi vale la pena qualche settimana di duro lavoro.

Naturalmente Noi, cioè quella società civile di cui i suddetti amano riempirsi la bocca pur non sapendo ormai neppure cosa sia, di tutto questo teatrino siamo semplici spettatori passivi, ascoltiamo fiumi di parole, ma ci rendiamo conto che non rientriamo nei piani di nessuno. Tutto è finalizzato a mantenere i privilegi e le posizioni di potere. Della reale situazione italiana se ne sbattono bellamente tutti.

Voi state sentendo ricette importanti per la soluzione del problema del Lavoro in Italia (problema n.1 in questo paese allo sbando)? State sentendo qualcuno di questi scienziati parlare di cosa fare concretamente per la crescita e lo sviluppo del Paese?

E’ tornata di nuovo di moda (dopo qualche mese di pace) lo slogan dell’evasione fiscale, una bella foglia di fico attraverso la quale far finta che si stia facendo qualcosa per il paese. Ma che senso ha tutto questo can can sul redditometro e sull’evasione fiscale quando c’è un paese che è in recessione? Io voglio sapere cosa si vuole fare per la crescita, non come spremere il paese ancora di più. Cosa vuoi che importi se si recupera qualcosa dalla lotta all’evasione e quel qualcosa vada a finire nei soliti sprechi e nel solito magna magna? Che cambia? Io di tagli agli sprechi veri di questo paese non ne vedo neppure l’ombra. Si è alla ricerca di soldi per continuare a perpetrare allegramente lo status quo.

Prima di parlare di lotta all’evasione (che poi è sempre finta) vorrei capire dove vanno a finire i soldi che lo Stato prende già. Vanno a finire nel salvataggio della Monte Paschi di Siena? Vanno a finire nel pozzo senza fondo di società morte ma tenute in vita artificalmente tipo l’Alitalia? Vanno a finire nell’acquisto di aerei da combattimento e nella ennesima missione “di pace”?

Che importa se poi non ci sono soldi per le pensioni, non ci sono soldi per gli ospedali, non ci sono soldi per il welfare? Vanno a finire nel finanziamento pubblico ai partiti, in modo da continuare questa enorme presa per i fondelli, dove i sacrifici li devo fare io mentre altri neppure vengono sfiorati dalla crisi?

Prima di pagare le tasse, prima di sentir parlare di lotta all’evasione, dovremmo sapere, analiticamente, nel dettaglio, dove vanno a finire i soldi pubblici, tutti. Se ci sono sacrifici da fare allora è bene che li facciano tutti, e chi gestisce i soldi pubblici, lo Stato, dia chiarezza massima su come vengono spesi. Solo dopo possiamo fare i duri e puri con chi sgarra.

Ma di cosa stanno parlando?

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lunedì 14 gennaio 2013

In morte di Aaron Swartz

Aaron Swartz

La morte di Aaron Swartz colpisce molto, non solo per la giovanissima età, non solo per la modalità, non solo per il personaggio (decisamente un intelletto fuori dal comune) ma anche per i motivi che hanno portato a questo epilogo.

Un genio del web, ed è proprio il web ad avergli attribuito i maggiori onori. Vari blog, siti, giornali on line, social networks parlano di questo giovane e della sua storia.

A quanto pare Aaron soffriva di un forte stato depressivo (ne parla lui stesso), e forse i recenti guai giudiziari hanno peggiorato la situazione sino ad arrivare all’epilogo che conosciamo.

Ma non c’è nulla di più che io debba dire, solo riposa in pace ragazzo, spero tu sia in un posto migliore.

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sabato 12 gennaio 2013

Santoro e Berlusconi vs Noi: chi vince e chi perde

santoro e berlusconi
Dal duello trasmesso da La7 tra l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il suo storico nemico Santoro ad uscirne vincitori sono stati entrambi, mentre ad essere sconfitti siamo noi tutti e la Politica, quella vera e seria, quella che, in un momento così difficile per il paese dovrebbe prendere decisioni difficili ma necessarie e determinanti.

Il Berlusca era a suo agio, in piena forma, non era “fuori casa” come ha sostenuto, ma in casa sua: la televisione.

Una trasmissione come quella che è stata imbastita da Santoro, Travaglio e La7 è perfetta per il cavaliere mascherato, il quale non poteva proprio chiedere di meglio: una prime time tutta dedicata a lui, con notevole battage pubblicitario e con il duo nemico che, nel comune immaginario di molti spettatori, avrebbero dovuto demolirlo ma in realtà si erano perfettamente autolimitati dall’attenzione al dio share.

Quindi è stato confezionato uno spettacolino perfetto per lo showman Berlusconi che, ovviamente, si è prontamente messo a sguazzarvici dentro allegramente, traendone un probabile beneficio dal punto di vista dei consensi; perchè il popolo italiano è da sempre appecoronato verso gli imbonitori di qualsiasi tipo e genere, è un popolo di fessi che non chiedono altro di essere infinocchiati dal messia di turno. Sia esso Wanna Marchi, il Duce, il giocatore di calcio ignorante da fare schifo, il Berlusca di turno, il tronista del momento. Ogni classe sociale ha il proprio feticcio da tifare, da osannare, da credere.

vannamarchi

Santoro, da parte sua fa il suo mestiere, cioè fa il giornalista televisivo, e dato che dalle quelle parti si vive di ascolti ha puntato tutto su di essi, tralasciando quasi del tutto la battaglia politica che spesso, invece, lo ha contraddistinto. Ma i soldi sono soldi, ed il posto di lavoro è posto di lavoro, specie di questi tempi. E quindi, in barba a tutte le sue convinzioni, confeziona scientemente lo spettacolino perfetto per neo nonno Silvio e devo dire che, a questo punto, c’è da rivalutare alla grande anche la signora D’Urso, che al pari del più austero Santoro, non ha fatto altro che il proprio mestiere. Se poi consideriamo che la D’Urso non è giornalista e Santoro invece si, allora ecco che rivalutare la prima è d’obbligo.

Direi che la serata ha ampiamente dato ragione ad entrambi i contendenti. Ad uscirne a pezzi è la Politica, intesa nel suo termine più elevato. E, conseguentemente tutti noi.

Oggi la politica è questa: teatro d’avanspettacolo, roba da Bagaglino.

Ed i problemi restaranno insoluti proprio per questo semplicissimo motivo. Perchè per risollevare un paese come il nostro occorre che i politici facessero i politici davvero ed i giornalisti facessero i giornalisti davvero. E magari i magistrati pensassero a fare il loro lavoro, specie se vi sono incarichi di alto prestigio e responsabilità. Non sarebbe male.

Purtroppo, invece, abbiamo partiti politici ridotti da troppo tempo a comitati d’affari, dove si lavora alacremente solo per realizzare gli interessi di piccoli gruppi di amici ed amici degli amici, con buona pace di chi ne resta fuori.

Abbiamo personaggi politici che non rappresentano nessuno se non se stessi e il loro entourage, e lavorano solo per interessi personali e familiari-amicali. Incapaci di comprendere e capire realmente ciò che c’è al di fuori del loro piccolo mondo di privilegi.

I giornalisti d’alto bordo,di solito, sono asserviti a questo o quel comitato d’affari, non per cattiveria o mala fede, ma perchè così va il mondo, e quindi raccontano ciò che devono raccontare, e non aspettano altro che salire sul carro giusto. Le conoscenze giuste sono tutto in questo paese. Se non le hai sono guai. Seri.

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Tempo di programmi elettorali

Mi chiedo se qualcuno li legge davvero i programmi elettorali dei vari partiti, partitini, liste e listarelle. Io no, e credo che sia in buona compagnia, perchè sappiamo bene un po’ tutti che poi non verranno messi in pratica neppure in minima parte.

I vari comitati d’affari che dopo le elezioni si ritroveranno in Parlamento avranno ben altro a cui pensare che mettere in pratica ciò che loro stessi hanno presentato e che dovrebbe essere la loro unica ragione di vita politica.

Ultimamente però, devo notare un certo interesse generale verso i programmi politici, soprattutto per quelli presentati da realtà politiche nuove, tipo Grillo, Monti o Giannino.

Per quanto riguarda il movimento politico grillino mi sono già espresso in precedenza.

Su Monti e la sua agenda il web è strapieno di notizie e commenti, ed addirittura è stato creato un sito istituzionale apposito, roba da politiche 2.0. Wow! (come direbbe l’alter-ego del professor Monti che gestisce il suo profilo Twitter). E comunque una intelligente analisi del suo programma la potrete trovare su LivePaola.

Il programma di Oscar Giannino mi sembra ottimo da un punto di vista tecnico-economico e molto interessante, e ne consiglio la lettura, anche perchè scritto pure bene e da valenti economisti. Devo dire che Giannino sa quello che dice e mi sembra molto più arguto e vispo di molti dei “tecnici” che ci siamo ritrovati ultimamente in mezzo alle scatole. Che poi sia in grado di realizzare almeno una parte dei punti da lui dichiarati è un quesito a cui ovviamente non so rispondere, ma lo scetticismo mio prevale su tutti e quindi anche su di lui ed il suo Fare per Fermare il Declino.

Da segnalare, infine, una bella intervista a Rita Bernardini, dei Radicali, che come al solito si differenziano da tutto e da tutti. Se è un bene o un male fate voi.


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venerdì 11 gennaio 2013

Servizio Pubblico?

berlusconi-santoro
Come tanti altri allocchi anche io ho visto la trasmissione Servizio Pubblico di Santoro su La7, con ospite unico Berlusconi.

La trasmissione è stata molto ben pompata dall’emittente (tutto è marketing) e la speranza (molto labile, quasi impalpabile, ma sempre presente in fondo) di sentire qualcosa di politicamente veramente valido, qualcosa che ti faccia pensare che quel politico stia dicendo quello che vorresti urlare tu da tanto tempo, ti porta a spararti buona parte delle varie trasmissioni corredate da politicanti vecchi e meno vecchi che in clima da campagna elettorale abbondano in TV.

Ma ieri, in tutta sincerità, non è per questo che mi sono messo a vedere Servizio Pubblico di Santoro, no. Come gran parte dei telespettatori di ieri sera mi sono sintonizzato su La7 solo per vedere se il cavaliere in doppiopetto si sarebbe alzato e se ne sarebbe andato dalla trasmissione. O per vedere se Travaglio gli dicesse finalmente in faccia ciò che gli dice da anni in varie tv. Ecc. Roba di questo genere insomma.

E così, con tali infime aspettative, come tanti mi sono piazzato davanti alla TV, e mi sono “goduto”
l’ennesimo esempio illuminante di televisione inutile, il che per un programma di contenuti politici, per di più in piena campagna elettorale, trovo sia una cosa particolarmente grave.

Premetto che per il sottoscritto Berlusconi da tempo non ha più niente da dire, quello che doveva dire, fare, dimostrare lo ha fatto, detto e dimostrato. Punto. L’ennesimo suo show televisivo non può aggiungere nulla ad un personaggio che ci ammorba da 20 anni, che da 20 anni folleggia nei palcoscenici politici e televisivi, come uno showman di consumata esperienza (e questo è), tra un bunga bunga ed un processo.

E’ un personaggio che reputo utile solo a se stesso ed alla sua larga (molto larga) schiera di fans prezzolati o speranzosi di esserlo in futuro o accecati da solo il cielo sa cosa.

Ma d’altronde il tizio sa vendersi molto bene, ed è anche un gran lottatore, uno che conosce la televisione e le sue regole, uno che è furbo e che può comprare ciò a cui non arriva, anche se, per fortuna, non sempre.

Dall’altro lato il duo Santoro/Travaglio come da consolidata tradizione della sinistra italiana sanno molto bene come perdere le battaglie già vinte, ed allestiscono una trasmissione perfetta per il plastificato di Arcore, dove l’informazione politica lascia spazio allo show televisivo ed alla macchiettistica riproposizione in salsa moderna della contrapposizione Peppone-Don Camillo.

Niente di meglio per il cavaliere, niente di peggio per l’informazione politica.
 
santoro_berlusconi

 Probabilmente il merito di aver ridotto i dibattiti politici ed in genere la politica tutta a farsa è di faccia di gomma, ma altrettanto serenamente credo che con molta probabilità noi cerchiamo proprio questo, più o meno inconsciamente, come bambini mai veramente cresciuti che preferiscono lo sfottò all’analisi seria, preferiscono il tifo sfegatato e cieco alla presa di coscienza di fatti, circostanze, epoche e condizioni politiche, sociali ed economiche ed alla ricerca conseguente di soluzioni idonee.

E neppure il duo Santoro/Travaglio mi sembra si discosti da tale visione itaGliana della politica, anzi, sembrano fatti apposta per mettere benzina sul fuoco della faziosità dura e pura, dove lo scontro prende il sopravvento sullo scambio di idee, dove l’informazione cede alle leggi dello share e dello (ahimè) spettacolo.

Della suddetta trasmissione, come da tutte le altre, resta il nulla, perché il nulla è quello che ci offre la politica oggi, la politica con la p rigorosamente minuscola perché la politica vera chissà dove si trova, chissà dov’è finita.



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giovedì 10 gennaio 2013

Don Florestano Pizzarro

Al solito un bravissimo Corrado Guzzanti. Di gran lunga il miglior esponente della satira in Italia dopo Berlusconi, che è a livelli irragiungibili, ormai diventato la satira di se stesso. Inimitabile.

Berlusconi  ormai la satira di se stesso

Al secondo posto, come dicevo, a parer mio c’è Corrado Guzzanti, molto più bravo della sorella Sabrina, la quale è troppo ottenebrata dal livore per poter far ridere.




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Politica e giornalismo: fabbricanti di slogan

Attilio Befera Mr Fisco

In ogni dove, in TV, nei quotidiani, nelle radio, sul web imperversa la farsa dell’IMU. Perchè in questo paese si viaggia esclusivamente per slogan, per frasi fatte, per sentito dire. Ciò non vale solo per il popolino, ma anche e soprattutto per politici e giornalisti, che dovrebbe essere i primi ad evitare i luoghi comuni e le banalità, provando a spiegarci come vanno realmente le cose, ed invece normalmente ci si fiondano senza alcun ritegno ed, anzi, contribuiscono all’ampliamento delle varie dicerie, banalità et similia.

Avete presente i TG? Si, quelli nazionali, che dovrebbero avere un’autorevolezza incontestabile, e dovrebbero guardare a certe banalità popolari con il distacco che sarebbe normale. Ma neppure per idea ovviamente.

Qualche mese fa era scoppiata la moda della caccia all’evasione fiscale, e tutti i media giù con analisi e articoli sul fenomeno dell’evasione, in questo aiutati da un governo, il quale, assolutamente incapace di fare alcunchè di serio per incidere su spesa pubblica, sprechi secolari di cui è afflitta la P.A., disoccupazione e crescita economica, non trova niente di meglio che nascondersi dietro la foglia di fico della lotta all’evasione.

E tutto il popolino contento e furioso a parlare di lotta all’evasione, senza minimamente capire di che si sta parlando. Ed i giornalisti tirano fuori pezzi su pezzi sull’argomento, portando agli altari tal Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, che presenziava, con aria inquietante e soddisfatta di sè, in ogni dove. Ed il culmine lo abbiamo raggiunto con il suo matrimonio. Roba da non credersi. Altro che crisi, altro che sacrifici. E tutto a spese nostre ovviamente. Ma questo è populismo, qualcuno dirà. Sarà anche populismo ma a me viene il voltastomaco.

Poi è cominciato a venir fuori lo spaccato di una realtà che gli inetti politici di oggi ed i media ad essi asserviti neppure conoscevano: i suicidi di imprenditori e lavoratori. Gli uni perchè schiacciati dalle tasse ed indebitati fino al collo, gli altri, conseguentemente, per la perdita del lavoro, e, cosa ben più grave, della speranza.tasse su tasse

E Befera è pian piano miracolosamente sparito dalla ribalta mediatica, presentandosi molto meno in tv, e con un’aria meno da squalo compiaciuto di esserlo.

Nelle ultime settimane, invece, abbiamo il tormentone IMU. Una tassa votata da un Parlamento intero ma tutti la vogliono togliere. Un po’ come la legge elettorale, fa schifo a tutti ma nessuno la cambia mai.
Ora si scopre che è ingiusta e che se ne può fare a meno (Berlusca).

IMU, IMU, IMU.

Di tasse altrettanto odiose ma assai più pericolose come Irpef, Irap e Iva pochi ne parlano, non si sente dire che verranno tolte (a parte, ultimamente la Lega, ma vabbè, la Lega è la regina degli slogan). Eppure incidono sull’economia molto più fortemente rispetto all’IMU.


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lunedì 7 gennaio 2013

Febbre da elezioni

Elezioni-politiche-2013

Galoppiamo spediti verso le prossime elezioni politiche nazionali e già si sente nell’aria la febbre da elezioni. I politici sono scatenati, iperattivi, sia in Tv che nei social networks. Ormai Twitter è stracolma di profili dei vari politicanti, dei loro fans, ed anche dei loro fake. Anche le mummie ormai twittano, tra una faccina ed un Wow, sembrano adolescenti brufolosi ansiosi di fare amicizie. Complice, forse, uno staff di sbarbatelli. Stomachevole. Ma c’è di peggio. Oh yes!

Si aggirano per le vie dei social media scodinzolanti giornalisti pronti a raccogliere qualsiasi idiozia possa uscire (e ne escono a fiumi) dalle larghe bocche dei suddetti politicanti, e a riversarla gioiosi verso il povero cittadino attraverso i mezzi che si ritrovano, quotidiani, social networks, televisioni.

Si moltiplicano gli esempi di giornalisti che, al pari dei magistrati, si gettano nella lotta politica in prima persona. Non contenti di fare già abbondantemente politica nelle loro professioni stanno decidendo di armarsi e partire per combattere in prima linea. Commovente. Tutti vogliosi di dare una mano a questo sgangherato paese? Neppure i lattanti ci credono. Tutti vogliosi di spartirsi potere, affari, denari e favori. Perché parliamoci chiaro, lo sanno tutti, la politica in Italia è da tempo SOLO questo.

Sentiamo strombazzare a più non posso sondaggi da paura, totalmente diversi gli uni dagli altri. Mi chiedo se davvero li pagano questi sondaggisti, data la loro conclamata inutilità.
Ognuno recita la propria parte e la recita pure male. Ma non è importante, l’importante è esserci.

Quando senti Ingroia che deve fare la rivoluzione mi viene da piangere. Quando senti Severgnini che scende (o sale, oggi è più di moda) in politica ti chiedi, ma c’è bisogno pure di lui?

Sul Cavaliere Plastificato ho da tempo terminato le parole, e pure gli insulti. Si insulta da solo ormai, in un delirio che lo porta a dire tutto ed il contrario di tutto. Ora è pronto a candidare premier il pupazzo Angelino, che solo qualche settimana fa doveva ancora crescere. Per lui, invece, andrà bene il Ministero dell’economia.

La Lega è pronta a rimettersi insieme al Pdl. Più che la Lega direi Maroni, pur di arrivare alla presidenza della Regione Lombardia, la base forse non è tanto d’accordo ma presumibilmente inghiottiranno anche l’ennesimo rospone, perché alla fine troveranno il loro accordino e lo presenteranno ai loro poveri seguaci in modi diversi, tali da far sembrare quel patto tutto a loro favore. Mi chiedo come si possa fare a votare ancora Lega. E’ un mistero, ma questo paese è pieno di misteri, tant’è vero che Giacobbo ci ha costruito la carriera.

Si parla di agende e programmi, alleanze e sondaggi, ma è così evidente che è tutta una montatura…

L’agenda è già scritta da tempo, e non l’ha scritta né Monti, né altri. E’ stata scritta molti mesi fa in Europa ed a quella i lor signori si adegueranno. Chiunque sia il vincitore. Garantito al limone.

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Riorganizzazione del blog in corso...


Vediamo di fare un po' di chiarezza sul blog e renderlo un po' meno confusionario. Aprirò un nuovo blog che  tratterà di recensioni cinematografiche, e lascerò la politica e l'attualità tema unico di questo blog.
Abbiate pazienza :)

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venerdì 4 gennaio 2013

L’agenda Grillo

E’ di moda l’agenda. Non tanto quella fisica, che comincia ad essere soppiantata dai vari devices elettronici (ma io la uso ancora), quanto il termine utilizzato per presentare il proprio programma politico. E così dopo la fortunata agenda Monti, abbiamo anche l’agenda Grillo.

Sarò franco. Io vedo il movimento grillino come una chiave di porco, un mezzo per scardinare i portoni del potere. Un modo per far capire a chi è dentro il potere da decenni che c’è tanta gente stanca, che si deve cambiare, ma non così, tanto per dire, ma veramente e profondamente.

Ma non riesco a vedere nel Movimento a 5 stelle altro. Grillo non mi piace molto. Era quello che prendeva a mazzate i pc e poi è diventato un guru del blogging. Faccio il tifo per lui perché ha un modo diverso di fare politica, molto diverso da chi ci troviamo in mezzo alle scatole da troppo tempo. E quindi va bene, ma non vedo nulla di largo e lungo respiro. A parte Grillo chi è che dirige il movimento? Ok,  l'uomo-ombra Casaleggio. Poi? Vorrei vedere un movimento che non sia solo Grillo.  Che abbia un gruppo dirigente a cui poter fare riferimento. Il solo comico genovese non basta.

Comunque, sul tema dell’agenda grillina ho trovato un interessantissimo post su Chicago-Blog che analizza molto bene il programma del movimento, evidenziandone i punti salienti in chiave abbastanza critica.

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In Siberia! :)

Rossi, Marotta e la Siberia.

Al solito un grandissimo Benedetto Ferrara

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mercoledì 2 gennaio 2013

Dati alla mano

Desolation
Dai numeri che Il Sole 24 Ore ha evidenziato già nel mese di Novembre, risulta chiaro che il Governo Monti abbia sanato solo le banche, perché il resto è una desolazione assoluta, roba da venir voglia di dar ragione a faccia di gomma quando dice che dopo di lui le cose sono andate a scatafascio. Ovviamente non è così, ma certo che il governo dei professoroni mi è sembrato esattamente la quintessenza della classica accademicità italiana: teoria tanta, pratica zero. Ed una buona dose di supponenza ed arroganza.

A dire il vero la pratica c’è stata, ma è stata diretta verso le solite corsie privilegiate, nulla di particolarmente nuovo insomma rispetto al passato. Mannaia senza riguardi per i ceti in difficoltà, ed i soliti inchini riverenti verso le molteplici caste intoccabili che avviluppano da decenni il nostro paese in un abbraccio mortifero. E per un governo tecnico, appoggiato da quasi tutto il Parlamento, scevro (in teoria almeno) dai condizionamenti e dai legami elettorali tipici dei tradizionali governi politici, mi sembrano scarsini i risultati che emergono. Ancora più scarsini se confrontati con la boria e l’aria da snob allampanato del severo Monti.

Attenzione, è lapalissiano che il colpevole dello sfascio non è l’agendaro. Per decenni si è gozzovigliato alla grande senza pagare, ed al momento del conto abbiamo prontamente indicato Mortimer Monti il quale non ha fatto altro che fare i conti della serva, e cominciare a pagare. Con i nostri soldi ovviamente. Il problema è proprio qui: come li ha rimediati i soldi l’esimio Prof? Applicando meravigliose e sinora mai sperimentate soluzioni economiche degne del prestigio di cui gode il nostro? Mettendo a frutto anni e anni di studi “tecnici”? Naa. Taglia di qua e taglia di là il governo dei tecnici non ha fatto altro che radere al suolo le già traballanti situazioni di tante famiglie senza scalfire minimamente né sprechi né ingiustizie sociali né comitati d’affari né potentati vari. Nulla. I soliti rincari, le solite mazzate alle famiglie, alle piccole imprese, alle partite iva, et voilà.

Ad ulteriore presa per i fondelli ci si è messa la Ministra Fornero, che uscita da chissà dove, con aria finta-contrita prima e con arrogante saccenza da maestrina dopo, ha prima creato il casino degli esodati attraverso la riforma delle pensioni, ha poi elargito saggezza ulteriore mediante la sua mirabolante riforma del lavoro. Una riforma che avrebbe avuto un qualche senso in un paese in fase di crescita economica, ma che invece risulta palesemente assurda se inserita nell’attuale contesto recessivo italiano.

Le aziende si trovano a dover fronteggiare, oltre alla devastante crisi che solo il clown di Arcore poteva negare, anche la scellerata politica fiscale imposta da minorati mentali; risultato: non assumono più con conseguente disoccupazione galoppante. Ed il governo che fa? Stronca le piccole imprese ed i piccoli artigiani e commercianti con tasse su tasse e poi ci presenta la maestrina con la sua bacchettina che, senza capire un accidente di niente di Lavoro, sentenzia che i contratti di lavoro vanno fatti così e non colì. Benone.

Infatti chi poteva investire qui non lo faceva prima e continuerà a non farlo ora e chi può scappare scappa. Nel mezzo chiusure su chiusure di aziende che muoiono nell’indifferenza di chi dirige questo squinternato paese, sindacati compresi (esistono ancora?). E la disoccupazione continua la sua corsa inarrestabile. Ed il PIL continua ad essere in negativo. Ma Monti ringhia soddisfatto di aver dimezzato lo spread.

Chi stava bene prima continua a stare benissimo adesso, chi arrivava a fatica a fine mese qualche tempo fa adesso è alla Caritas, chi aveva provato a creare qualcosa è fallito miseramente sotto i colpi di uno Stato Socio che pretende tanto senza dar nulla, perché ciò che prende non te lo ritorna in servizi degni, ma serve per continuare gli scialacquamenti vari che ci hanno contraddistinto da decenni. Con buona pace dello spot più idiota e falso che io ricordi, quello che il nostro simpatico Governo ci appioppava a ciclo continuo sulla lotta all’evasione mesi orsono.

Nulla cambia se non che stiamo annegando. E come un novello Titanic il nostro paese affonda, ma ad annegare sono, come sempre, soprattutto quelli della terza classe




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