mercoledì 2 gennaio 2013

Dati alla mano

Desolation
Dai numeri che Il Sole 24 Ore ha evidenziato già nel mese di Novembre, risulta chiaro che il Governo Monti abbia sanato solo le banche, perché il resto è una desolazione assoluta, roba da venir voglia di dar ragione a faccia di gomma quando dice che dopo di lui le cose sono andate a scatafascio. Ovviamente non è così, ma certo che il governo dei professoroni mi è sembrato esattamente la quintessenza della classica accademicità italiana: teoria tanta, pratica zero. Ed una buona dose di supponenza ed arroganza.

A dire il vero la pratica c’è stata, ma è stata diretta verso le solite corsie privilegiate, nulla di particolarmente nuovo insomma rispetto al passato. Mannaia senza riguardi per i ceti in difficoltà, ed i soliti inchini riverenti verso le molteplici caste intoccabili che avviluppano da decenni il nostro paese in un abbraccio mortifero. E per un governo tecnico, appoggiato da quasi tutto il Parlamento, scevro (in teoria almeno) dai condizionamenti e dai legami elettorali tipici dei tradizionali governi politici, mi sembrano scarsini i risultati che emergono. Ancora più scarsini se confrontati con la boria e l’aria da snob allampanato del severo Monti.

Attenzione, è lapalissiano che il colpevole dello sfascio non è l’agendaro. Per decenni si è gozzovigliato alla grande senza pagare, ed al momento del conto abbiamo prontamente indicato Mortimer Monti il quale non ha fatto altro che fare i conti della serva, e cominciare a pagare. Con i nostri soldi ovviamente. Il problema è proprio qui: come li ha rimediati i soldi l’esimio Prof? Applicando meravigliose e sinora mai sperimentate soluzioni economiche degne del prestigio di cui gode il nostro? Mettendo a frutto anni e anni di studi “tecnici”? Naa. Taglia di qua e taglia di là il governo dei tecnici non ha fatto altro che radere al suolo le già traballanti situazioni di tante famiglie senza scalfire minimamente né sprechi né ingiustizie sociali né comitati d’affari né potentati vari. Nulla. I soliti rincari, le solite mazzate alle famiglie, alle piccole imprese, alle partite iva, et voilà.

Ad ulteriore presa per i fondelli ci si è messa la Ministra Fornero, che uscita da chissà dove, con aria finta-contrita prima e con arrogante saccenza da maestrina dopo, ha prima creato il casino degli esodati attraverso la riforma delle pensioni, ha poi elargito saggezza ulteriore mediante la sua mirabolante riforma del lavoro. Una riforma che avrebbe avuto un qualche senso in un paese in fase di crescita economica, ma che invece risulta palesemente assurda se inserita nell’attuale contesto recessivo italiano.

Le aziende si trovano a dover fronteggiare, oltre alla devastante crisi che solo il clown di Arcore poteva negare, anche la scellerata politica fiscale imposta da minorati mentali; risultato: non assumono più con conseguente disoccupazione galoppante. Ed il governo che fa? Stronca le piccole imprese ed i piccoli artigiani e commercianti con tasse su tasse e poi ci presenta la maestrina con la sua bacchettina che, senza capire un accidente di niente di Lavoro, sentenzia che i contratti di lavoro vanno fatti così e non colì. Benone.

Infatti chi poteva investire qui non lo faceva prima e continuerà a non farlo ora e chi può scappare scappa. Nel mezzo chiusure su chiusure di aziende che muoiono nell’indifferenza di chi dirige questo squinternato paese, sindacati compresi (esistono ancora?). E la disoccupazione continua la sua corsa inarrestabile. Ed il PIL continua ad essere in negativo. Ma Monti ringhia soddisfatto di aver dimezzato lo spread.

Chi stava bene prima continua a stare benissimo adesso, chi arrivava a fatica a fine mese qualche tempo fa adesso è alla Caritas, chi aveva provato a creare qualcosa è fallito miseramente sotto i colpi di uno Stato Socio che pretende tanto senza dar nulla, perché ciò che prende non te lo ritorna in servizi degni, ma serve per continuare gli scialacquamenti vari che ci hanno contraddistinto da decenni. Con buona pace dello spot più idiota e falso che io ricordi, quello che il nostro simpatico Governo ci appioppava a ciclo continuo sulla lotta all’evasione mesi orsono.

Nulla cambia se non che stiamo annegando. E come un novello Titanic il nostro paese affonda, ma ad annegare sono, come sempre, soprattutto quelli della terza classe




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