sabato 23 febbraio 2013

La piazza a 5 stelle ed i soliti commenti radical chic

piazzasangiovanni
La grande novità di questa campagna elettorale 2013 è senza dubbio alcuno il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo insieme al suo guru personale Casaleggio.

Esso incarna e cavalca sentimenti di rabbia, delusione, sfiducia e protesta, da tempo ben presenti in vastissimi strati della popolazione italica, e che la grave crisi economica ha finito inevitabilmente per acuire nell’ultimo disgraziato anno, ma che trovavano già i propri prodromi nel fallimento del mondo politico italiano culminato con la scelta di affidare le sorti del Paese ad un Governo tecnico guidato dall’esimio prof Mario Monti.

L’incarico a Monti ha sancito ufficialmente la morte cerebrale della c.d. Seconda Repubblica, che i partiti politici hanno tentato di tenere artificialmente in vita con la cura in extremis del medico Monti. Il medico però, si è dimostrato assolutamente incapace di curare, si è più che altro limitato a fare il notaio, prendendo atto della situazione, e disponendo notevoli cure di cavallo le quali più che curare il malato lo hanno depresso ancor di più.

I partiti politici, parenti sanguisughe del malato, assolutamente incapaci di comprendere appieno malattia e conseguenze, si sono dimostrati attaccati al malato solo per i loro interessi personali e di gruppo, avulsi dalla realta, abituati a parlottare tra loro nei bei salotti del loro mondo.

Nasce da questo stato di cose il movimento grillino,il quale, più che rappresentare una vera e propria cura tende ad estromettere dal capezzale medici incapaci e parenti serpenti, provando a creare le condizioni per introdurre nuovi medici e parenti/amici più presentabili.

Come ogni fenomeno sociale che si rispetti, in Italia sono sempre in molti che faticano a realizzare analisi lucide, corrette ed al passo con i cambiamenti. Si tende ad analizzare i fenomeni nuovi con le vecchie mappe mentali, le stesse che sono già in via di estinzione. O peggio si fa i tifosi e si sotterra ogni traccia di intelligenza.

Dalle parti del centrodestra si osservano i nuovi fenomeni con una malcelata nostalgia, ben consci che anni fa era da quelle parti che meglio si riusciva ad incarnare i sentimenti di cambiamento e le istanze di rinnovamento. Ovviamente, dopo svariati anni di potere in cui si è goduto di grande fiducia, Berlusconi and friends hanno cominciato un lungo ed inesorabile declino. Declino che si era già concluso con lo sfaldamento totale del pdl nelle mani di Alfano, un signorsì che senza ordini perentori non è in grado di dire e fare nulla. In ginocchio è politicamente nato ed in ginocchio finirà la sua vita politica.

Senonchè, il pd, come da sua consolidata tradizione, vistosi in largo vantaggio, ha deciso di fare un regalo al cavaliere, accantonando il giovane cavallo scalciante Renzi e ripresentando Bersani e il vecchio entourage di sempre. Con le solite strategie da bolliti, le parole inutili, e la incapacità di correre in testa, abituati sempre e solo a rincorrere.

Il furbo cavaliere, intravvedendo il regalo si è improvvisamente destato dal triste stato di sovrano abdicante ed è tornato in sella come ai bei tempi, conscio delle sue indubbie capacità di rinnovare entusiasmi che dalle sue parti erano già defunti da parecchio, è riuscito in breve tempo, con notevole dispiego di balle elettorali, a ricompattare le fila e ripartire alla caccia di una rimonta che il pupazzo Angelino neppure nei suoi dolci sogni da bambino era capace di immaginare.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse01-02-2013 RomaPoliticaSilvio Berlusconi incontra i candidati per la regione LazioNella foto Silvio Berlusconi, Angelino AlfanoPhoto Roberto Monaldo / LaPresse01-02-2013 Rome (Italy)Silvio Berlusconi meets the candidates for the Lazio regionIn the photo Silvio Berlusconi, Angelino Alfano

Il Berlusca è decisamente uno che sa lottare e che ha carisma, ma è logorato da fallimenti continui, da scandali e da strategie comunicative che se negli anni novanta potevano suscitare energie, speranze e benevoli sorrisi per le sue “battute”, adesso sono parecchio appassite, e si presentano per quelle che sono sempre state: strategie per accalappiamento di menti desiderose di sognare. I numeri di una volta sono ormai pallidi ricordi per il cavaliere ed i suoi amici.

La Sicilia, che era uno dei simboli più evidenti del suo successo politico, è diventata l’immagine più chiara del suo totale decadimento. Uno che, pur di recuperare il consenso perso, è disponibile a pagare di tasca propria le proprie balle elettorali mostra chiaramente, oltre ad una totale assenza di senso del ridicolo, che politicamente è proprio defunto, che non ha più nulla da dire se non arrampicarsi a disperati slogan, alla ricerca continua di qualcosa che possa rovesciare i sondaggi. L’unico vero obiettivo è la Regione Lombardia, la cui conquista potrebbe mantenere salda una coalizione pdl-lega altrimenti destinata allo sfaldamento totale.

Al centro, se possibile, le cose vanno ancora peggio. La coalizione di Monti è in continua difficoltà, il professore non è animale da contesa elettorale e si vede. Negli ultimi giorni è più volte andato in crisi con gaffe notevoli, sintomi di una difficoltà avvertita nei sondaggi, e del tentativo di dover recuperare. Ed i suoi alleati Fini e Casini sono quasi imbarazzanti nel nulla che esprimono e rappresentano. Galleggiano in virtù di una consumata esperienza politica decennale ma ormai sono fantasmi di se stessi, vittime delle loro stesse giravolte politiche. Sarà una coalizione che farà molta fatica a raggiungere quota 10%, se mai la raggiungerà.

Il pd era partito con un ragguardevole vantaggio su tutti, vantaggio consolidatosi durante i giorni delle primarie. Ma i problemi sono iniziati subito dopo, con l’affermazione di Bersani e della vecchia nomenclatura del partito, con un Renzi che probabilmente avrebbe condotto il pd al trionfo, e che invece masochisticamente hanno deciso di relegarlo in panchina e complicarsi la vita. Se hai un giocatore in forma e lo metti in panchina vuol dire che hai problemi seri di cognizione della realtà o che altri interessi occulti governano il tuo operare.

Il centrosinistra ha condotto la sua solita campagna elettorale, ossia con la paura della rimonta del cavaliere. Al solito imbalsamati, non riescono a proporre nulla per contrastare le balle ed i fuochi pirotecnici del circo di Arcore. Non riescono a proporre il nuovo neppure quando se lo trovano in casa bello pronto. Incapaci anch’essi di comprendere le esigenze dell’elettorato e il mondo reale in genere, vanno costantemente a rimorchio del cavaliere, anche quando hanno la vittoria a portata di mano. I migliori amici di sua emittenza, da sempre: senza il m5s avrebbero subito la rimonta del cavaliere in maniera devastante. Ancora con i Moretti a parlare di niente, ancora con battute sui giaguari che fanno ridere solo loro, impegnati nella resurrezione di cadaveri politici come Prodi. Niente idee ma, al solito, tanta bella spocchia.

La solita spocchia radical chic della sinistra italiana chele  impedisce di poter veder chiaro negli occhi della gente e li accomuna in definitiva agli stessi salotti del loro miglior nemico.

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mercoledì 20 febbraio 2013

Fratelli d’Italia per modo di dire

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Nella foto sopra abbiamo la Meloni tra due teste fini del suo partito (non certo le uniche): i due geni in questioni sono Raffaele Zanon e Alberto Romano Pedrina, due esponenti veneti di Fratelli d’Italia (un partito un perchè).

I due simpaticoni in questione hanno avuto la brillante idea di realizzare uno spot elettorale che, parafrasando una scena presentata al Festival di Sanremo in tema di diritti civili degli omosessuali, brilla per stile omofobo, grettezza ed ignoranza di fondo.

La Meloni, con un certo imbarazzo,  si è prontamente scusata. Crosetto ha fatto altrettanto, definendo i due luminari in questione “due coglioni”.

Il mio parere è che uscite di questo tipo non siano tanto “strane”: riflettono una subcultura che è evidente da quelle parti politiche. Le scuse dei responsabili del partito mi sembrano necessarie oltre che dovute, come ancora più necessario mi sembra l’espulsione dei due rappresentanti veneti di Fratelli d’Italia.

Sarebbe ancora più utile, poi, se prima di candidare individui decerebrati di tal fatta ci fosse un minimo di attenzione da parte dei vertici dei partiti politici, ma questa è utopia.
Mi chiedo quanti geni di questo tipo arriveranno in Parlamento…

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martedì 19 febbraio 2013

Ultimi giorni prima del voto

Se Dio vuole domenica si vota e la finiamo con il circo Barnum in TV, almeno per qualche giorno.

Il professor Zingales, amico di Giannino, dopo aver fondato insieme il movimento Fare per fermare il Declino ha pensato bene, 5 giorni prima del voto di leggersi il CV di Giannino. E all’improvviso un fulmine! Si rende conto che quel curriculum, presente da mesi e mesi sulla rete e sul sito stesso dell’ineffabile Giannino, è falso come una banconota da 3 euro.

E così, prima si viene a sapere che il master a Chicago, di cui Giannino nostro si vantava non da oggi, non era mai stato preso, ma non esistevano neppure le due lauree (Giurisprudenza ed Economia) che facevano bella mostra di se insieme al succitato master nel sito Chicago Blog.

Andiamo bene.

Grillo, tra frizzi e lazzi, riempie le piazze italiane senza photoshop. All’italiano medio piacciono i clown e Grillo lo è di professione. Ultimamente da molte parti si sono messi a fare le pulci al movimento grillino. Segno questo di un certo tremore. Da tempo invece, una delle cose che più si sentono dagli anti-grillini è la certezza (o anche il dubbio) che il m5s non sia in grado di governare ma solo di distruggere. E non capiscono che proprio l’ideuzza di distruggere il sistema marcio che da un ventennio circa è andato a sostituire la morente prima Repubblica è il motivo principale per cui votare Grillo ed è considerato un voto utile e non perso.

E magari i voti persi sono quelli dati a chi ha da tempo governato questo ridicolo nostro paese, a tutti i livelli, fallendo sotto ogni punto di vista, fallendo talmente clamorosamente da portare agli altari come padri della patria gente come Scilipoti e Razzi. Fallendo talmente fragorosamente da essere considerato del tutto normale che uomini politici democraticamente eletti dal popolo, seduti in Parlamento affinchè gestiscano la cosa pubblica, con l’unico compito di fare politica, abdichino a capo chino la propria funzione nei confronti di professoroni presunti tecnici che non hanno ricevuto nessun avallo da parte di quel popolo che dovrebbe essere sovrano.

Grillo è una vita che campa da clown e lo fa per professione, Berlusconi lo fa per hobby e gli riesce particolarmente male, ma lui ha un ego talmente spropositato che crede di essere simpatico e, certo, il codazzo di figuri slinguazzanti, di cui è sempre circondato, non fa certo qualcosa per instillargli almeno il dubbio che una battuta volgare è e resta solo e solamente una battuta volgare, la quale poi, se detta da chi si propone come statista è ancora più volgare. Se è detta poi, da chi si trova in una innegabile posizione di potere e nei confronti di una persona in evidente soggezione, allora è ancora peggio.

Sul PD e la sua gioiosa macchina da guerra c’è poco da segnalare. Probabilmente vinceranno queste elezioni. Altrettanto probabilmente non avranno a disposizione numeri tali da poter governare tranquillamente. E questo perchè sono incapaci a vincere, sanno gestire le sconfitte, non le vittorie. Se hanno un vantaggio sono dei professionisti nel perderlo. Sul PD poi c’è da dire che sono corresponsabili dello sfacelo attuale nè più nè meno di coloro che loro criticano.

Direi che MPS insegna, è la foto perfetta dello stato della politica italiana attuale: un magna magna di proporzioni bibliche, a cui partecipano tutti da destra e sinistra, e senza che da questa situazione resti per il paese neppure qualche mollica. Niente.

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sabato 9 febbraio 2013

La fine della crisi

Aspetto con ansia i prossimi mesi, quando, secondo parecchi addetti ai lavori, Monti in primis, dovrebbe inziare la ripresa economica: così, tanto per farmi quattro risate.

Mi piacerebbe tanto capire da quali analisi traggono queste profezie.

Si, globalmente ci sono paesi che possono fare da traino (paesi che, seppur con i loro grossi problemi, hanno una percentuale di cialtroni come classe dirigente notevolmente minore rispetto a noi, ed una sostanziale coesione di gran lunga maggiore che in Italia), ma la condizione del nostro paese è così malmessa che, francamente, non so quanto possano davvero incidere le riprese di altri Stati.

Aggiungiamo che, con ogni probabilità, dalle prossime elezioni uscirà fuori un governicchio fragile fragile che dovrà affrontare robetta quale il fiscal compact o il crollo del pil e la crisi profonda delle piccole e medie imprese (vero cardine della nostra economia ed invece dimenticate da tutti, partiti politici e sindacati in testa).

La mia idea è che gente come Visco o Monti o Draghi dicono la loro più per influenzare i mercati che perchè effettivamente credono alle loro affermazioni. Monti, oltre che i mercati, adesso deve influenzare anche l’elettorato, e quindi, come tradizione vuole, si è adeguato in fretta nella corsa a chi sia più effervescente nello sparare promesse ed idiozie varie. Magari con in braccio il cane o vicino ai suoi nipotini, che magari non vede quasi, ma fa molto “uomo come noi”.

E comunque, la tendenza è di spararle sempre più grosse, tanto, a boiata rinfacciata ci sarà il modo di rispondere negando anche l’evidenza. In questo, ci sono dei veri e propri maestri in giro.

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giovedì 7 febbraio 2013

Gli incapaci al potere

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Siamo governati da incapaci in malafede. E non solo a livello politico ma a qualsiasi livello. La meritocrazia è solo una parola in Italia. Fa strada chi ha l’amico che riesce a piazzarti in quel posto o ti aiuta in qualche modo. E’ sempre stato così da noi, ma oggi questo è diventato l’unico modo.

Se non hai santi in paradiso non solo non fai carriera ma sei anche escluso dalla possibilità di migliorarti, di andare avanti, attanagliato dalle esigenze della vita reale. Sei sempre o troppo giovane e senza esperienza o con esperienza ma troppo vecchio. Sei sempre fuori.

Un paese diretto da una classe dirigente fallita. Baroni universitari incapaci di dare e fare cultura VERA, e se messi alla prova per mettere in pratica le loro competenze, si mostrano totalmente incapaci di risolvere qualsiasi problema pratico; magistrati politicizzati che si accapigliano tra loro dando un senso di pericolosa insicurezza da parte di chi dovrebbe essere garante della giustizia; dirigenti della PA che non hanno la benchè minima responsabilità, pagati con stipendioni da dirigenti hanno meno responsabilità di un portinaio; presunti manager che saltano da un crac all’altro senza mai pagare dazio, anzi, continuando a percepire bonus ed incarichi vari. Della classe politica è meglio non dire… esprime il peggio di questa società, per incompetenza e disonestà morale (e spesso anche penale).

Se devi cercare un lavoro onesto ti chiedono lauree, master, inglese fluente, esperienza pluriennale e età inferiore a 25 anni. E magari non ti prendono lo stesso perchè un posto decente lo daranno all’amico dell’amico, al figlio del commendator tizio, al genero del dottor Caio.

L’articolo di oggi del Sole 24 ore sulla riforma Fornero è lapalissiano. Leggerlo è indicativo di che razza di incompetenti oggi abbiamo ai vertici in Italia. Incompetenti anche e soprattutto perchè totalmente avulsi dalla realtà del contesto che pretenderebbero di rifomare. Un’analisi, quella del Sole, che chiunque abbia il cervello non otturato dalla visione esclusiva di fiction insulse e Marie De Filippi varie, aveva già ben chiara molti mesi fa, al varo stesso di questa roba spacciata come riforma del lavoro. E se questi sono gli esperti non immagino il resto…

Voglio essere populista, perchè qui, con la scusa di essere troppo populisti si sta zitti e si lascia manovrare i soliti. Ed io mi sono rotto.

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lunedì 4 febbraio 2013

Links vari

Articoli interessanti da leggere o siti web da seguire.
  • Northern lights - Interessantissimo articolo su come si intende la politica, l'economia e lo Stato in Norvegia
  • Moonscape Project - Un documentario libero (in Creative Commons) che restaura e risincronizza le immagini originali dello sbarco sulla Luna.
  • Oltre l'austerità - Presentazione dell' e-book a cura di Sergio Cesaretto e Massimo Pivetti.
  • Mps-Antonveneta, c'è una gola profonda Pronti primi avvisi a comparire. Da Il Messaggero.
  • Shock Economy – L’ascesa del capitalismo dei disastri. Naomi Klein

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venerdì 1 febbraio 2013

Radicali italiani e il voto

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Sto seguendo il Comitato Nazionale dei Radicali Italiani. Li seguo da oltre vent’anni, e spessissimo li ho votati. A questo giro non li voto.

Non li voto perchè mi sono stancato di andare dietro alle piroette di Pannella.

Non li voto perchè oltre Pannella non c’è un vero ricambio, non vedo nulla, il niente. E con estrema delusione devo dire che oggi non vedo neppure Emma Bonino. A volte si incazza con Pannella ma poi, alla fine, esce solo la voce, logorroica, del vecchio capo. Che io ammiro tantissimo e rispetto ma, anche lui, come qualsiasi cosa, ha un tempo, ed il suo tempo politico è già finito da un bel pezzo. Ostinarsi a stare a cavallo del movimento è folle, tanto più folle se parliamo di persona dotata di intelligenza non comune. Ma a volte, capita vedere persone, intelligentissime e capacissime, soffocare le proprie qualità sull’altare dei loro enormi ego.

Non li voto perchè  in tempi di elezioni vorrei chiarezza massima e lor creano massima confusione. Coscienti dello storico ostruzionismo che ricevono dai mass media dovrebbero agire di conseguenza, con messaggi chiari, fulminanti, veri, recepibili e fruibili da tutti, che rispondono ai problemi di tutti. Che senso ha, mi chiedo, in questo momento storico, appiattire tutto sul tema (dannatamente importante) della giustizia, trascurando altri temi fondamentali. Chi non sta tutto il giorno appiccicato a radio radicale non saprà un accidente di niente sulle opinioni dei Radicali su lavoro, economia, politiche fiscali, ecc. Trapela il nulla, solo la battaglia sulla giustizia, sacrosanta ma limitata, perchè ci sono anche tanti altri motivi da analizzare, tante proposte da portare avanti, ed invece, incredibilmente emerge una pochezza progettuale disarmante.

Che senso non presentarsi come Partito Radicale, invece che con questa lista, l'ennesima nuova lista/nuovo simbolo, assolutamente inadatta alle esigenze di questo momento? E se proprio listerella doveva essere, perchè non cercare da subito un dialogo ed un accordo con Giannino o Grillo? Mi sfuggono troppe cose, e quel che è peggio, credo che come a me, sfuggono a troppe persone.

La politica va fatta con maggiore semplicità.

Cerco lotta, proposte decise e chiare sugli aspetti più importanti della mia vita di cittadino comune. Che non è solo giustizia. Voglio parole chiare su Berlusconi, su Bersani, sui vari esponenti della vita politica italiana. Non mi sta bene un continuo ondeggiamento, pronti a prostituirsi al primo che, per i propri interessi, sia pronto a concedere un minimo di visibilità e di accordo, anche senza futuro, tipo la storia della proposta-Storace. poi io lo so che il loro pensiero/programma resta identico, ma non si può cambiare amici, strategie, compagni di viaggio, loghi, nome, ecc ogni anno.

Cerco cambiamento ed il cambiamento inizia da noi, e non è credibile chi porta avanti proposte con personaggi in sella da una eternità. Pochi voti previsti per la lista dei radicali. Sarebbe ora che ci si chieda seriamente perchè, e si CAMBI, persone e soprattutto strategie.

Quando la smetterete, cari Radicali, di crogiolarvi nel vostro Aventino?

P.S.: Alla fine poi so che li voterò lo stesso, questione di affetto, e di condivisione e convinzione per tante loro battaglie... è solo che mi fanno incazzare.

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La ricetta di Monti

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Sinora si è andati avanti in 2 modi: o facendo debiti o aumentando le tasse.

Oggi logica vuole che è impossibile procedere in queste 2 strade tradizionali. Fare debiti non ce lo permette più l’Europa. Aumentare le tasse significherebbe dare il colpo di grazia al paese.

Resta una sola soluzione: la crescita. Ripianare i conti attraverso la crescita e lo sviluppo economico. Il punto è: come si rimette in moto il paese? Come si esce dalla recessione pur restando obbligati alle dure leggi che l’Europa ci imporrà (vedi Fiscal compact)?

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Lasciando agli economisti ed agli studiosi le analisi più approfondite di macroeconomia, io posso solo fare i conti della serva, e questi, puntano alla parola efficienza. Efficienza e riduzione dei costi. Quello che il professor Monti, da grande e lungimirante tecnico qual’è, ha totalmente ignorato.

Già. Lui ha badato a fare cassa attraverso una politica scriteriata di tassazione generalizzata, una politica senza futuro, affossando la già debole economia del paese. Il suo è stato un bieco e miope piano per continuare ad essere l’uomo asservito ai poteri forti europei. Qui poteri forti che sostanzialmente lo hanno imposto al governo del nostro paese. L’Europa aveva bisogno che le banche italiane si ricomprassero i propri debiti. Ci ricompriamo il nostro debito pubblico da Francia e Germania e possiamo andare a quel paese.

E così si spiega il perchè Monti, parla di catastrofe incombente, tassa tutto il tassabile, ma trova i soldi per finanziare MPS, ad esempio.

Monti è stato l’uomo che ha definitivamente avallato la centralità delle banche a dispetto, invece, della centralità di imprese e lavoro. Un suicidio. ma lui lo sa bene, solo che fa il suo mestiere di becchino.

Un tecnico vero, avrebbe visionato i conti ed i problemi dell’Italia, ed avrebbe immediatamente attuato una politica, anche rigorosissima, volta a snellire la P.A. e renderla più efficace. Ad inziare dal Parlamento, che ha un modo di legiferare che non è più al passo con i tempi e le esigenze di oggi. Iniziare una politica improntata ad investire sull’economia reale non sull’economia degli spread.

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