venerdì 26 aprile 2013

Giornalismo di regime

Mai come oggi è possibile con grande facilità farsi un’idea della qualità del giornalismo di regime italiano. Attraverso l’approdo sui social networks di tante star del giornalismo italico ne sto ammirando le notevoli “qualità”.

Su Facebook e su Twitter in particolare, ho avuto modo di saggiare l’estrema arroganza, faciloneria, partigianeria ed anche stupidità di tanti giornalisti. Ovviamente non parlo dei tanti freelance che fanno un grande lavoro e meritano solo rispetto, nè parlo dei tanti precari che si devono inchinare ai dettami di editori e direttori se vogliono mangiare.

Parlo dei soloni che vediamo in tante trasmissioni tv e leggiamo come firme autorevoli nella maggiori testate italiane, tutte in perdita peraltro.

Seguiteli anche voi, per qualche tempo (poco, non esagerate), e vi renderete presto conto dello stato pietoso del giornalismo italiano.

Gente che scrive e ragiona come il peggior tifosucolo da bar, mosso da antipatie e da interessi  editoriali: di libertà se ne vede pochissima, di intelligenza politica e professionale ancor meno. Un concentrato di arroganza, partigianeria e scarsissima capacità di previsione da far impressione.

Parliamo di direttori e prime firme. Gente che dovrebbe fare cultura, che dovrebbe spiegare a chi non ha i mezzi. Poche le eccezioni, che per fortuna ci stanno. Veramente poche.

Pensate che in passato mi ero messo in testa di capire la situazione politica italiana seguendo questi geni. Pensavo ingenuamente che costoro dovevano essere i cani da guardia della società, coloro che potevano dare l'allarme, coloro che avrebbero iniziato a far cambiare il vento quando sarebbe stata ora.

Ed invece no. Tutt'altro.
Tremendamente ottusi e attaccati ai vecchi schemi di ragionamento politico più dei politici stessi, sono i cani da guardia non della società ma dei poteri.

Siamo messi male.

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mercoledì 24 aprile 2013

Tra Governo di emergenza ed inciucio

Un Governo di emergenza PD-PDL (e Montiani) lo potevo capire: un esecutivo che affrontasse quei pochissimi urgenti punti fondamentali e poi dritti sparati al voto. Come è normale che sia quando il livello di ingovernabilità uscito dalle urne è conclamato e chiaro a tutti.

Un Governo PD-PDL (e Montiani) che nasce per stare in sella il più possibile, e che quindi dovrebbe stabilire tutte le prossime importanti scelte e riforme di cui questo paese ha necessità è una iattura, uno schifo che, dietro la scusante dell’emergenza, mette in risalto l’accordo a spartirsi poltrone e potere alla faccia del cambiamento.

Ditemi che riforma della Giustizia sarà mai possibile fare con il PDL berlusconiano in seno al Governo? E questo è solo un esempio.

Non è serio, è solo il classico inciucio confezionato ad uso e consumo dei soliti noti.

Questo paese ha un bisogno disperato di scelte, nette e coraggiose, non di accordi ed accordini buoni solo per tirare a campare. E nessuna scelta reale, concreta e netta è mai possibile che venga effettuata da un Governissimo, perchè un tale tipo di Governo presuppone una mediazione continua tra parti distantissime tra loro.

Il dramma del Titanic Italia continua, ma non c’erano grossi dubbi a tal proposito viste le facce (le solite) di chi è ancora al timone.

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