giovedì 11 dicembre 2014

Ti Fregano con Le Parole: Come se Tornare alla Lira fosse Diverso da Bancarotta

E' un "dovere morale" rilanciare i rari post "realistici" che nella blogosfera controbilanciano un minimo la predominanza assoluta di Santoni&tifoserie che spacciano il ritorno alla Lira come se fosse l'unica salvezza...
Fondamentalmente questo post di FunnyKing segue la falsa riga del mio mitico post che fece il giro della rete: No way out for Italy: la parabola dei 3 Default
ed integra ulteriormente il quadro reale della situazione.
Il ritorno alla Lira sarebbe semplicemente un'altra forma di Bancarotta e sarebbe un evento fortemente traumatico, con conseguenze difficilmente prevedibili per chiunque...anche per i mitici Premi Nobel di una pseudo-scienza... ;-)
Questa è la verità di cui tenere conto ...e non la manfrina che sarebbe la salvezza, l'unico modo per evitare il default etc etc
Allo stesso tempo, come vi ho già spiegato più volte, anche rimanere nell'euro a queste condizioni porterebbe alla continuazione del Default "in versione lenta".
Insomma...No way out per questa Italia in declino strutturale di lungo periodo...



e questo perché il problema non è di certo solo l'euro (dal quale si potrebbe anche uscire trovandone la volontà politica)
ma in primis tutto il resto di cause&concause endogene/esogene alle quali invece (a differenza dell'euro...) non c'è soluzione, perché all'orizzonte non c'è nemmeno una vaga volontà di cambiamento.
E dunque, anche dopo aver rimosso (traumaticamente) l'euro, tecnicamente parlando sarebbero comunque "uccelli senza zucchero"...

Ti Fregano con Le Parole: Come se Tornare alla Lira fosse Diverso da Bancarotta

Attenzione eh: se non torniamo alla lira entro il tal anno l’Italia andrà in Bancarotta.
Il che tradotto in Italiano comprensibile significa:
Attenzione eh: se non falliamo, allora falliremo.
Buoni ragazzi miei questo non è un post su Euro o Lira. ...........................
.
Per come sono andate le cose, un “evento creditizio” è inevitabile, al limite si potrebbe scegliere quale. Il che implica in ultima analisi come bilanciare il peso di una bancarotta fra i vari soggetti debitori e i vari soggetti creditori.
Ma fatemi un favore, non illudetevi che non ci sia un durissimo prezzo da pagare. Comunque.
Dunque ragioniamo per scenari:
  1. Rana Bollita: le cose continueranno ad andare come stano andando per ancora molti lunghi anni, l’Italia rimane nell’Euro, perde reddito e per mantenere il carrozzone pubblico inventa sempre nuove basi imponibili per confiscare patrimonio. E’ lo scenario auspicato dall’attuale classe politica, disegnato da S&P nel suo declassamento, e sotto sotto quello meno-peggio voluto da tanti italiani illusi che pensano di essere più furbi del vicino e scamparla. Vi dico già che questo scenario (fortunatamente? Sfortunatamente?) non reggerà a lungo, anzi usciremo dal 2015 con ben altre prospettive. La traiettoria di avvitamento e di caduta degli aggregati macro è troppo rapida, e ci sono troppe spinte anti Euro o anti Europee in tutto il continente.
  2. Svolta Americana: per qualche miracolo politico che non saprei individuare, i paesi europei del Nord accettano di sussidiare pesantemente quelli del Sud (ottenendo leve di comando), e la BCE si mette a fare un furioso QE. Si crea una autentica unione fiscale, politica e in prospettiva giuridica, europea. In questo caso gli Italiani avrebbero tutto da guadagnare. Ma siamo nel campo della fantascienza.
  3. Bancarotta Classica: Un evento politico traumatico, tipo elezioni anticipate con l’attuale sistema elettorale e impossibilità di formare un governo oppure la formazione di un governo deciso a non ottemperare ai patti presi con l’Europa, porta alla fuga di capitali dall’Italia con conseguente default. In questo caso, ci sarebbe un periodo molto duro specie per i pensionati e per i dipendenti pubblici, un blocco temporaneo dell’intera economia e un apertura di un tavolo di negoziazione internazionale sul debito italiano. Il peso della bancarotta sarebbe comunque distribuito fra creditori e debitori. Probabili fallimenti bancari con perdita dei risparmi da parte dei correntisti. Alla fine è anche possibile che all’Italia non resti che tornare alla Lira.
  4. Ritorno alla Lira (ovvero bancarotta lo stesso): come ovvio in questo caso le obbligazioni dello Stato (e probabilmente anche quelle di diritto privato, non saprei) dovrebbero essere convertite in Lire perchè immediatamente impagabili a causa della svalutazione esplosiva della nuova unità di conto. Alla fine si tratta di un meccanismo che impone ai creditori una perdita secca in termini reali e ai debitori una perdita secca del potere di acquisto. La storia ci insegna che nei giorni prima del ritorno alla Lira, verrà istituito un controllo dei capitali che limiti a pochi Euro la possibilità di ritiro del contante o di fare bonifici esteri (o di comprare oro, per dire) in attesa della conversione dei conti correnti nella nuova valuta con rapporto 1 a 1. Non è detto che vada cosi’ ma fino ad oggi E’ andata cosi’.
Alla fine il ritorno alla sovranità monetaria è una scelta politica che deve essere ben studiata nei minimi dettagli sia sul come essa deve essere attuata sia sulle conseguenze e i rapporti con i nostri tradizionali partner commerciali.
In questo senso, Grillo ha fatto un errore gravissimo proponendo il clownesco referendum sull’Euro senza nessun piano anche nell’ipotesi irrealistica che esso sia mai celebrato e abbia un qualche valore. Salvini invece ha buon giuoco nel dire che la Lega invece ha un piano e una visione, quali non è dato sapere, ma la strategia mediatica è giusta.
p.s. sul serio quando sarà pronto il documento tecnico “Procedure per Tornare alla Lira” che sia edito da Casaleggio e Associati o Lega non ha importanza, sarà la mia lettura preferita.

VIA: Il Grande Bluff

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